AGLIO – OLIO E PEPERONCINO : UN PIATTO CHE VIENE DA LONTANO.

Aglio, olio e peperoncino, una ricetta che viene da lontano

 

L’origine della ricetta degli spaghetti aglio, olio e peperoncino sperde nella notte dei tempi, nasce sicuramente in Campania con i componenti fondamentali che prendono colore e sapore al sole di questa terra.

 

Alcuni farmaci, quelli indispensabili ed insostituibili nelle situazioni più difficili, vengono chiamati “farmaci salvavita”, ma, anche se non altrettanto indispensabili ed insostituibili sulla tavola, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sicuramente hanno pari dignità rispetto a questi farmaci!

 

Con “aglio e olio” si indica un condimento estremamente semplice che dà sapore ad una pasta generalmente di formato lungo come vermicelli, spaghetti o linguine.

Questa ricetta di origine presumibilmente napoletana, si presenta come una rivisitazione in chiave povera degli spaghetti alle vongole, conosciuta anche come “vermicelli alla Borbonica” o anche come “vermicelli alle vongole fujute“.

I “uermiculi aglio e uoglie”, questo è il nome originale del piatto, sono un piatto povero e di origini lontane.

Nel trattato di Ippolito Cavalcanti pubblicato a Napoli nel 1837,  “Cucina Teorico Pratica”,  si legge:  “Lesserai pronti pronti, libbre quattro di vermicelli, li sgocciolerai e frattanto farai soffriggere in una casseruola once sei d’oglio ottimo, con due spicchi di aglio”.

La pasta scelta per questa pietanza sono i vermicelli o gli spaghetti?  Nella versione originale sono i “uermiculi”, ma, in ogni caso, i due tipi di pasta di grano duro sono molto simili tra di loro, i vermicelli hanno soltanto uno spessore lievemente maggiore rispetto agli spaghetti.

Nel libro “La cucina napoletana” del 1965 di Jeanne Caròla Francesconi si solleva qualche dubbio sul formato della pasta utilizzata in origine, sostenendo l’utilizzo delle linguine.

 

Che siano vermicelli, spaghetti o linguine, l’importante è saltare la pasta in padella nell’aglio, olio e peperoncino, gustarla come primo piatto o ,come qualche volta capita, portarla a fine cena come “digestivo”.   Che golosità…..!!!

 

 

Orazio Marcello PUCCIARELLI