AL PALAZZO DELLE ARTI DI NAPOLI DA LUNEDI 22 GENNAIO 2018 AL VIA IL PROGETTO ” PAN KIDS “

IL PAN dibenta bambino : PANKIDS.

Nella Sala Giunta del Comune di Napoli, alla presenza dell’Assessre alla Cultura ed al Turismo, Gaetano Daniele, è stato presentato: “ PAN KIDS “ il PAN diventa bambino, i bambini diventano Città.

Con l’Assessore erano presenti: il referente della Rete di Associazioni, Pino Ferraro, gli Organizzatori de . “Il Piccolo regno Incantato “ Giulio Cacciapuoti e Francesco Mule.

Lunedì 22 gennaio 2018 riparte la programmazione PAN KIDS al Pan | Palazzo delle Arti Napoli con laboratori formativi, ludico-creativi, artistici, esperienziali per bambini e preadolescenti.

 

Il PAN diventa bambino. Alle sale di esposizione di Opere d’Arte il Palazzo delle Arti Napoli aggiunge le stanze dell’Arte in Opera, spazi creativi per azioni formative di un Città che si fa Scuola senza confini di rioni e quartieri, senza più periferie.

PAN KIDS è il Palazzo dei bambini e degli adolescenti. È la Casa delle Associazioni Educative della Città che operano liberamente e in armonia per una alleanza dei saperi e dei legami tra generazioni e generi differenti, tra l’infanzia e la storia.

In un momento in cui l’educazione e la formazione scolastica si rinnova su programmi di competenze e applicazioni di lavoro, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli propone il progetto educativo di cura della persona e dei legami sociali per un’educazione al vedere, all’ascoltare, al gusto e al profumo, alle sensazioni, alle emozioni e alle relazioni, per una Città dei sentimenti.

PAN KIDS è il progetto di una educazione alla creatività per una Cittadinanza senza Nazione ed esclusione. Le Associazioni educative della Città in diretta comunicazione con Scuole, Educative Territoriali e Centri Sociali, sono all’opera per una comunità sociale in una società comune.

Napoli, conclude l’Assessore Daniele, vive un sorprendente sviluppo di eventi culturali che rilanciano la propria immagine di bellezza nel mondo, appare perciò ancora più stridente, e insopportabile, la cronaca del “disagio sociale” e del malessere personale. Lo scarto tra “Cultura” e “Società”, tra saperi, arti e comportamenti può essere sanato con un’azione collegiale di associazioni educative e pratiche istituzionali che uniscano la bellezza dei luoghi e la partecipazione creativa delle persone a una legalità che sia espressione di legami sociali e di affezione al “bene comune”.

Alberto Alovisi