AL TEATRO AUGUSTEO SUCCESSO DI PAOLO CAIAZZO IN ” NON MI DIRE TE L’HO DETTO “

NON MI DIRE TE L’HO DETTO

 

Equivoci e colpi di scena. Tiene bene il ritmo dei due tempi la divertente commedia “Non mi dire te l’ho detto” scritta, interpretata e diretta da Paolo Caiazzo in replica fino al 17 marzo al Teatro Augusteo: in scena, ottimi comprimari Ciro Ceruti (nelle vesti del dongiovanni Guglielmo Martinelli), Yuliya Mayarchuck (nei panni di Raffaella Martinelli, la sua ricca e nevrotica moglie), Franco Pennasilico (alias don Giusto, un loquace sacerdote, fin troppo chiacchierone), Feliciana Tufano (scialba assistente sociale che sfodera improvvisamente un’insospettata passionalità), Ettore Massa (ispettore dell’ufficio immigrazioni che arriva a  ingarbugliare ancor più la situazione e rischia di venire eliminato), Felicia del Prete (iperbolica nel costume di Wonder Woman e impetuosa amante di Guglielmo). La trama si incentra su due amici, Vincenzo (mirabilmente impersonato da Caiazzo) e Guglielmo, dai caratteri diametralmente opposti, che si trovano a condividere una notte di tregenda a causa di una serie di contrattempi e fraintendimenti provocati dall’uso sconsiderato di Internet: e qui Caiazzo tocca un punto nevralgico della nostra società in cui per relazionarsi con gli altri e cercare di darsi una dimensione di maggiore appeal si ricorre (per timidezza, ingenuità, voglia di trasgressione, timore di essere rifiutati) al mondo virtuale, senza pensare alle inevitabili conseguenze  che si produrranno al cadere della maschera e al momento di verifica della realtà effettiva.

Rivelarsi diversi da come ci si è proposti nei profili immaginari è il punto di non ritorno in cui le illusioni si trasformano spesso in delusioni e mostrare come si è veramente può spezzare il cuore per le reazioni di chi si sente ingannato e ti getta in faccia la sua frustrazione nel constatare che le aspettative suscitate non hanno riscontro nella realtà. Sono i social i veri protagonisti  della rappresentazione scenica, che inducono l’imbranato programmatore informatico Vincenzo a interfacciarsi con la misteriosa “Madame Eiffel” e a ottenere un appuntamento e Raffaella (il cui orologio biologico suona l’allarme della mancata maternità alla soglia degli “anta”) a scoprire gli altarini del marito (impotente, che però le ha fatto credere di essere lei quella sterile, spingendola ad attivare le pratiche di adozione per soddisfare il desiderio di un figlio) a cui decide di rendere pan per focaccia, concedendosi un’avventura. Location galeotta, la casa di un piccolo paese di campagna dei Martinelli che Vincenzo ottiene dall’amico per la sua serata galante e in cui, invece, avviene un  flusso ininterrotto di situazioni grottesche (che strappano risate a scena aperta), complicate dall’andirivieni di spassosi personaggi “sull’orlo di una crisi di nervi”: “Non mi dire te l’ho detto” è il fil rouge dello spettacolo, la frase che rimbalza dall’uno all’altro nei momenti cruciali, evidenziando che la carne è soggetta da sempre alle tentazioni e – pur cambiando i tempi, le mode, i costumi e il linguaggio – si sa già come va a finire quando in ballo oltre al sesso ci sono i sentimenti, vero motore della nostra vita.

 

LAURA  CAICO