Un attacco alle eccellenze italiane?

Dopo la vicenda Mutti, diventata virale sui social alcuni giorni fa nel giro di poche ore, dove qualcuno aveva forse avuto interesse a prendere di mira uno dei prodotti più venduti dell’azienda parmense, è adesso la volta de La Fiammante, altra nota azienda leader nel settore delle conserve alimentari, realtà imprenditoriale di origine, però, tutta meridionale. Se alla prima è toccato l’arsenico nella passata di pomodoro, alla seconda hanno invece ben pensato di “infilare” nella bottiglia della passata un bel “vermicello” grassoccio e cresciutello che, appena visto in foto, avrà senz’altro fatto strabuzzare gli occhi ai responsabili del Controllo Qualità dell’azienda. Dal rapporto dettagliato fornito da quest’ultimo si evince chiaramente che è praticamente impossibile trovare un corpo estraneo all’interno della bottiglia in quanto il processo produttivo della passata di pomodoro La Fiammante segue dei meccanismi di produzione rigorosissimi che non consentono in alcun modo la formazione e lo sviluppo di larve nel prodotto confezionato.

La cosa che a noi non torna, però, è il comportamento di qualche nota testata giornalistica online che, senza aver prima fatto le opportune verifiche del caso, non ha esitato neppure un attimo a divulgare la notizia. Come si possono far circolare certe cose ben sapendo cosa innescheranno notizie del genere nella mente dei lettori che stanno già vivendo un clima sociale sovraccarico di panico e terrore? Per non parlare delle conseguenze negative che una pubblicità di questo tipo può creare ad una realtà imprenditoriale che segue uno standard di produzione di alta qualità.
A questo punto, a tutela dei prodotti di eccellenza del nostro territorio, non possiamo far altro che concludere la vicenda citando lo slogan de La Fiammante:  “Sani e Mediterranei“!

Vi riportiamo di seguito il resoconto redatto dal Controllo Qualità dell’azienda e pubblicato sul sito www.lafiammante.it.

Antonella Di Domenico

 

NESSUNA ANOMALIA NELLA PASSATA LA FIAMMANTE

Nessuna anomalia lungo la linea di produzione del lotto interessato, il corpo estraneo segnalato dal consumatore presenta dimensioni e colore del tutto incompatibili con il processo produttivo della passata di pomodoro.

È questa, in estrema sintesi, la conclusione del Controllo Qualità incaricato di esaminare il caso del presunto rinvenimento di un corpo estraneo nella bottiglia di passata di pomodoro La Fiammante acquistata da un consumatore.

La strana diffusione mediatica della notizia, postata da un utente Facebook nella serata di martedì 21 novembre sul proprio profilo personale, obbliga l’azienda suo malgrado a ulteriori precisazioni tecniche, in aggiunta a quelle già fornite al consumatore e alle piattaforme di informazione coinvolte dopo pochi minuti dalla pubblicazione del post.

Malgrado le numerose richieste da parte dell’azienda, il consumatore ha comunicato il numero di lotto stampato sul collo della bottiglia dopo ben 24 ore dalla segnalazione.

Il lotto oggetto di contestazione è LP232, la data di produzione 19 Agosto 2016, la produzione è pari a 291.504 bottiglie.

Nessuna anomalia, dai numerosi controlli effettuati dal Controllo Qualità sulla materia prima in accettazione.

Nessuna anomalia nei parametri analizzati:

  1. a) 2 parametri ogni 30 minuti h24 sul succo di riempimento;
  2. b) 8 parametri di processo ogni ora h24 (parametri controllati, ma non registrati, anche dal personale addetto alla manutenzione degli impianti);
  3. c) 24 parametri sul prodotto finito ogni ora h24, tra parametri merceologici, fisico-chimici e microbiologici.

 

Nessuna anomalia relativa al personale addetto alla cernita del pomodoro e preventivamente formato.

Nessuna anomalia rilevata dagli addetti alla manutenzione degli impianti, che verificano l’integrità e la pulizia dei filtri ogni 2 ore.

Il doveroso rammarico per l’accaduto, per la comprensibile preoccupazione che un caso del genere può ingenerare, si accompagna dunque alla più sicura estraneità dell’azienda, supportata dal documento del Controllo Qualità e dalle dinamiche stesse del processo produttivo.

Il processo di produzione della passata di pomodoro La Fiammante, dopo una prima macinatura grossolana, prevede infatti il passaggio del prodotto triturato attraverso filtri dai fori piccolissimi, del diametro di 1,5 millimetri.

Successivamente, la passata di pomodoro viene ulteriormente filtrata attraverso fori ancora più piccoli, del diametro di 0,8 millimetri prima della fase 1 di pastorizzazione (risanamento termico o sanificazione degli alimenti che distrugge i microrganismi patogeni sensibili al calore). A questo punto la passata di pomodoro viene imbottigliata e nuovamente pastorizzata.

La presenza di un corpo estraneo di colore e dimensioni simili a quelle rilevate dal consumatore è assolutamente incongruente con i meccanismi stessi del processo produttivo, con i sistemi di controllo sopra elencati e con ulteriori sistemi di controllo attivi lungo le linee di produzione.

Il corpo estraneo, segnalato dal consumatore nella passata di pomodoro, si può spiegare, cioè, solo con la perdita di ermeticità del tappo, avvenuta forse durante la movimentazione del prodotto nella catena distributiva: ipotizzando, dunque, una modalità di inserimento dello stesso in un tempo successivo all’uscita del prodotto dalle linee produttive.

La filiera del pomodoro La Fiammante – 100% italiano – è completamente tracciata dalla semina al trade, a garanzia della qualità e della più totale trasparenza, grazie al monitoraggio costante di ogni fase produttiva e ad accordi diretti con gli agricoltori, siglati dal 2011 sulla base di valori condivisi e impegni concreti (a partire dal riconoscimento del giusto compenso al lavoro contadino e dalla lotta al caporalato).

La Fiammante è l’unica azienda virtuosa citata nel Terzo Rapporto sulle filiere agroalimentari italiane quale modello di filiera pulita, redatto dai giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti, presentato alla Camera dei Deputati.

La Fiammante è protagonista dell’inchiesta in tre parti de l’Internazionale sulla Grande Distribuzione, sulle sue dinamiche e le sue pratiche commerciali, nata a partire dalla denuncia dei meccanismi perversi delle aste al ribasso da parte di Francesco Franzese (AD ICAB La Fiammante)

La Fiammante è l’unica azienda al Sud a rendere disponibili alla consultazione online i dati degli impatti sociali dell’intera produzione, certificata SFP – Social FootPrint: l’azienda, cioè, si impegna a far rispettare principi etico sociali a tutti i fornitori diretti e a diffondere tali principi lungo tutta la catena di fornitura.

Trasparenza, per noi, non è solo una parola.

 

FONTE:
https://www.lafiammante.it/blog/nessuna-anomalia-nella-passata-lafiammante#.Whbj7xjpeYg.facebook