BORRIELLO: ESFOLIAZIONE, PER UNA PELLE SPLENDENTE

BORRIELLO: ESFOLIAZIONE, PER UNA PELLE SPLENDENTE

 

Ringiovanire il volto. Prima di ricorrere al bisturi, si può sperimentare una serie di passaggi e metodiche atti a restituire luminosità e turgore al viso, intervenendo direttamente sulla salute e sull’aspetto della pelle: chiediamo al prof. Alfredo Borriello  qualche indicazione.

Professore, prima di rivolgersi alla chirurgia plastica vera e propria, quali sono i sistemi più adatti per ridare al viso un aspetto più giovane e fresco ed eventualmente prepararlo ai trattamenti di medicina estetica?

“Il primo gesto – quello più importante – è senz’altro

costituito dall’esfoliazione, essenziale per favorire l’ossigenazione dei tessuti cutanei ed eliminare le cellule morte, propedeutiche al rinnovamento cellulare e alla riconquista di una pelle più tonica e luminosa: tra i problemi che “invecchiano” vistosamente il volto, infatti, vi sono pallore, colorito spento e opaco, la presenza di borse e occhiaie, dovute a diversi fattori.”

Ce ne può indicare qualcuno?

“ Oggi si tende a sovraccaricare il viso con il trucco che – per quanto possa essere effettuato con prodotti qualitativamente al top – impedisce una corretta ossigenazione della cute per la maggior parte della giornata: così la pelle, “soffocata”,  diventa arida, sciupata e perde luminosità. Aggiungiamo poi il fattore “stile di vita” che spesso coincide con mancanza di movimento all’aria aperta, “ore piccole” in compagnia di amici, che riducono il tempo per il riposo, alterano il ritmo del sonno e influiscono negativamente sull’epidermide, che viene stressata altresì dall’eccesso di alcol, fumo e cibo, saturandosi di tossine.”

 Che fare per rimettersi in forma?

“Consiglio, innanzitutto di restituire alla pelle la giusta quantità di acqua attraverso un’approfondita pulizia del viso in cabina estetica, a cui far seguire maschere idratanti per recuperarne la luminosità: non vanno spremuti i brufoli sul viso perché i segni lasciati da queste manovre potrebbero trasformarsi in pori dilatati e piccole cicatrici. Poi ci si può rivolgere all’esfoliazione che va eseguita sempre dopo un attento esame medico dell’epidermide, poiché è giusto eliminare le cellule morte ma va salvaguardata anche la longevità delle cellule della pelle; infatti, studi accreditati dimostrano che una cellula umana si può riprodurre al massimo 50 volte e aggredirla con frequenti trattamenti che accelerano il turnover è sbagliato perché il ricambio cellulare deve avvenire progressivamente e dolcemente, Quindi sì ad esfoliazione e peeling ma sempre sotto controllo medico perché acidi e sfregamenti meccanici – se non dosati in giusta proporzione e come tempistica – possono essere nocivi alla pelle almeno quanto lo smog e l’inquinamento.”

Quindi come consiglia di procedere?

“I trattamenti antiage riguardano la nutrizione e la protezione del Dna cellulare e servono a prevenirne il deterioramento: dopo una seria valutazione professionale, si può iniziare con l’esfoliazione delicata, utilizzando gli olii di argan e di oliva, decisamente emollienti, oppure applicando prodotti enzimatici che agiscono solo in superficie senza assottigliare troppo lo strato corneo o sensibilizzare la cute. Così si raggiunge l’obiettivo di stimolare il naturale rinnovamento epidermico, senza però dare il via ai meccanismi protettivi della pelle che potrebbero causarne ispessimento, provocando quello che definiamo effetto rebound.”

Ma questi possibili effetti negativi potrebbero dissuadere molti dal sottoporvisi: e se si dribbla il passaggio dell’esfoliazione che succede?

“Indubbiamente l’inestetismo provocato dalle cellule morte si nota perché la pelle del viso perde il suo splendore, appare asfittica, secca, grigiastra – a volte afflitta da follicoliti e danni derivanti da depilazioni aggressive come i peli che crescono sottopelle  – e non riesce ad assorbire nutrimento né a far arrivare principi attivi agli strati sottostanti: appare evidente anche la mancanza di elasticità, una delle maggiori attrattive dell’organo pelle, perché l’accumulo di cellule devitalizzate rende i tessuti rigidi e incapaci di seguire i movimenti del corpo che cambia.  A lungo andare, infatti, ciò può provocare sia smagliature sul fisico che cambia volume per dimagrimenti, obesità o crescita, sia screpolature, ragadi, lesioni di forma lineare della pelle e delle mucose, piccole fessurazioni che appaiono sulle labbra, ma anche su seno, mani, piedi e altre parti del corpo.”

 Ma non basterebbe reidratare la pelle con una buona crema?

“No, ma va sottolineato che è un errore diffuso perché non si considera il fatto che se non si eliminano le cellule morte l’idratazione e i nutrienti non possono raggiungere gli strati profondi dove attiverebbero una reazione positiva: l’esfoliazione serve proprio a questo, affinchè le cellule vitali possano beneficiare dei trattamenti, altrimenti bloccati dallo strato superficiale di cellule già morte.” 

Questa considerazione vale solo per il viso?

“No, qualunque parte del corpo, dove vengano applicati principi attivi, necessita di una corretta esfoliazione altrimenti non si otterrebbero risultati né dai prodotti né dai trattamenti prescelti per eliminare gli inestetismi.”

Ogni quanto va eseguita l’esfoliazione?

“In linea di massima ogni mese, dato che il turnover  cellulare avviene 28 giorni ma, ovviamente, ognuno è un caso a sé con caratteristiche precipue e, dopo una diagnosi estetica approfondita, il medico deciderà la frequenza in base alle condizioni del paziente, alle abitudini scorrette di igiene che lo rendano necessario, ai trattamenti inadeguati effettuati – e magari ripetuti – nel tempo.  Difatti, sbagliare la tipologia di cosmetico o la corretta applicazione è più facile di quanto non si creda: in realtà, per sapere quali prodotti sono indicati per l’autocura, bisogna conoscere meglio la propria pelle e imparare come trattarla, sempre sotto una supervisione medica.”

Quindi cosa consiglia di fare ai suoi pazienti?

 “Raccomando innanzitutto di curare l’alimentazione  introducendo varie porzioni di frutta e verdura nella dieta giornaliera, di reidratarsi bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno e di fare attività sportiva o camminare molto perché la sedentarietà contribuisce all’alterazione del microcircolo, all’invecchiamento del fisico, all’insorgere della cellulite: per rivitalizzare la circolazione linfatica a cui spetta il compito di smaltire le tossine consiglio massaggi linfodrenanti, mentre per ringiovanire un viso senza problematiche evidenti possono giovare  microiniezioni di biorivitalizzanti che restituiranno all’incarnato del décolleté e del volto l’originaria luminosità.”

LAURA   CAICO