Con oltre 15.000 visitatori chiude ” BLIND VISION ” di Annalaura di Luggo.

                                                                                 

Lunedì 8 gennaio è stato l’ultimo giorno per visitare l’installazione multimediale Blind Vision di Annalaura di Luggo in piazza dei Martiri a Napoli. La grande cupola nera che, attraverso 15 light box raffiguranti le iridi di persone non vedenti o ipovedenti che pulsano nell’oscurità e si raccontano, accompagnamdo il visitatore alla scoperta dell’universo quotidiano ed emotivo dei non vedenti, è pronta a lasciare Napoli per dare il via alla tournée nazionale e internazionale che toccherà le principali città italiane ed estere. Dal 7 dicembre 2017, giorno di inaugurazione, all’8 gennaio 2018, l’installazione ha catturato l’attenzione di oltre 15.000 visitatori tra napoletani e turisti italiani e stranieri. Un grande successo che conferma la forza dirompente del progetto di Annalaura di Luggo che coniuga  ricerca artistica e impegno sociale.

Il finissage della mostra si è tenuto, alle ore 19, nei saloni della Banca Fideuramin via Domenico Morelli 7 e ha visto la partecipazione di Pierpaolo Forte Presidente del Museo Madre, Paul Laster critico d’arte e scrittore americano , Franco Riccardo curatore per Banca Fideuram , per il Comune di NaPOLI, l’Assessore Ciro Borriello, Peppino di Capri, Francesco Gallo Mazzeo, storico dell’arte, Giosetta Capiati in rappresentanza delle Nazioni Unite, Mara Santangelo, ex campionessa di tennis , il Presidente dell’Unione Ciechi campani e la curatrice del progetto, AnnaLaura di Luggo che si sono confrontati  sull’importanza di Blind Vision come forma innovativa d’arte pubblica, dedicata alla collettività e con un chiaro messaggio sociale: aprire un varco di luce in un mondo considerato erroneamente buio.

Blind Vision – realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi sezione Napoli e l’Associazione Teatro Colosimo e promosso dal Comune di Napoli – esplora la modalità di percezione del mondo dei non vedenti con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disabilità visiva per favorire una maggiore integrazione sociale e culturale di chi spesso viene emarginato e dimenticato. Tanti i nomi di artisti, critici e curatori che sono rimasti affascinati dalla potenza comunicativa dell’installazione e hanno scritto del progetto. Steve Kundsen artista, docente di pittura e professore di Savannha, Georgia, USA, dichiara: <<Lo scopo dell’artista è chiaramente quello di restituire dignità a persone che vengono spesso respinte in quanto “anomale”, e riaffermare il loro ruolo all’interno della società >>. A sostenere il progetto anche la Fondazione Donnaregina che ha conferito a Blind Vision il prestigioso Matronato volto al riconoscimento e alla promozione di progetti che per il loro valore e qualità culturale stimolano la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo tra diverse discipline e il supporto alla produzione e mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo. Andrea Viliani direttore del MADRE scrive: <<Articolando questa dicotomia tra mente e corpo, apparenza esteriore e sfera intima, di Luggo sfida il suo metodo d’analisi e i fondamenti stessi della disciplina affrontando lo sguardo di soggetti con disabilità visiva totale o profonda. Approfondendo una relazione di confronto e interazione corrisposta, l’artista ha prediletto un contatto tattile e orale per introdursi in una dimensione di esperienze di comportamento che approfondisce il concetto stesso di “visione”evocandone e condividendone modi alternativi>>. Della stessa opinione lo scrittore americano Paul Laster in arrivo per la seconda volta a Napoli in occasione del finissage di Blind Vision<<L’occhio umano è unico, individuale ed emblematico. Da sempre considerato specchio dell’anima, l’occhio può rivelarci molte cose di una persona, ed è per questo che ha giocato un ruolo così fondamentale nell’arte>>e parlando dell’artista aggiunge <<Riproponendo in grande scala l’immagine dell’occhio di una persona Annalaura di Luggo immortala l’intero universo in una forma circolare. Grazie al formato gigante, le sue immagini mettono a nudo il carattere individuale di ciascuno dei suoi soggetti>>.

Entrando nella grande cupola nera si viene catapultati in un viaggio sensoriale ed emotivo, tra momenti di buio totale ed attimi di luce, silenzio e voci. La luce diventa metafora per “illuminare le menti” nei confronti di un mondo che sembra affiorare dall’oscurità. L’installazione, a cura di Raisa Clavijo, include l’opera tattile tridimensionale Essenza posizionata al centro della sala buia, ed è seguita dalla proiezione del teaser del documentario diretto da Nanni Zedda che svela le immagini e gli incontri dell’artista con i protagonisti. Come afferma la Clavijo <<I risultati di Blind Vision non possono essere percepiti solo come “opere d’arte”, perché ci conducono ad una sublime esperienza di crescita personale che si basa sull’interazione umana>>.

L’installazione in piazza dei Martiri è un’edizione speciale del progetto Blind Vision pensata per la piazza e promossa dal Comune di Napoli, con l’Assessorato allo Sport, Patrimonio e Pubblica Illuminazione e con gli Assessorati alla Cultura e ai Giovani del Comune di Napoli e con il supporto di Luca de Magistris, private Banker di Fideuram La luce è l’elemento chiave dell’installazione che si completa con un intervento di light design site-specific in piazza dei Martiri di Aldo Arcangioli. Con l’installazione in Piazza dei Martiri inizia una tournée nazionale che toccherà tutte le principali città italiane. Roma, Milano, Firenze, Torino e Venezia sono le prossime tappe 2018 di Blind Vision che si prepara ad uscire dai confini nazionali per girare il mondo: la mostra è stata già in esposizione all’Art Basel in Svizzera a cui seguiranno San Paolo, New York Miami, Dubai e Parigi. Il progetto Blind Vision è stato scelto dalle Nazioni Unite per il CRPD – Conference on Rights of Persons with Disabilities – che si terrà a New York nel mese di Giugno 2018 in presenza di capi di stato e di governo provenienti da tutti i paesi del mondo.

 Alberto Alovisi