EUGENIO, UN CUORE AL GALOPPO

EUGENIO, UN CUORE AL GALOPPO

 

Superare ogni ostacolo. Correre per conseguire una vittoria, per affermare un’idea, per vivere un sogno. Eugenio Grimaldi, napoletano, classe 1986, segno zodiacale Bilancia, laureato in Economia e Commercio e in Trasporti e Logistica presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, un master MBA in Automotive Logistics dalla ECG Academy Associazione europea per la logistica dei veicoli, armatore dall’anima green, è un cavaliere che gareggia con il cuore oltre l’ostacolo portando in sella una sua visione, quella di arrivare oltre l’orizzonte, là dove finisce l’arcobaleno e si incarnano i sogni.  Anche se la sorte l’ha costretto a lanciare il suo Mayday, ha evitato il naufragio e l’inabissamento della sua vita ed è riuscito a ricondurre in porto la sua navicella, oltre il barrage del linfoma che sembrava insormontabile: ma da buon campione e vincitore di prestigiosi concorsi ippici, il Tenente Eugenio Grimaldi, atleta del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare, non si è mai arreso, seguendo puntigliosamente il percorso a ostacoli che la medicina gli imponeva, recuperando sulle penalità che le cure gli infliggevano e superando via via le verticali, gli oxer a scalare, le doppie gabbie delle fasi terapeutiche, col timore di cadere fra le insidie di siepi e fossi nascosti fra le barriere più ardue.

Tenente, dopo questa tremenda esperienza, come programma la vita che, in un certo senso, le è stata restituita?

“Ho temuto davvero di non farcela perché la malattia era molto avanzata e le terapie sono state, di conseguenza, piuttosto aggressive: in certi momenti mi sentivo privo di forze come un vecchio ma gli ottimi medici del fantastico ospedale pubblico di Bologna – in cui mi sono ricoverato come qualsiasi altro cittadino senza privilegi sociali – mi hanno aiutato a rimettermi in piedi. Nella mia vita ho seguito l’istinto di combattere sia per i miei ideali che per il mio lavoro e poi per sconfiggere la mia malattia. Vivere intensamente, ecco la sfida da raccogliere, il progetto su cui incardinare affetti, lavoro, passioni, sia che si tratti di non perdere i momenti significativi della crescita dei miei figli o di celebrare in mille modi diversi la fortunata unione con mia moglie Veronica. La sera, quando mettevo a letto i tre “cuccioli di casa”  Learco, Emanuele, Iliana, cercavo di parlare a lungo con loro per trasmettere il mio affetto ma anche per rinsaldare il nostro legame, costruendo ricordi che li avrebbero accompagnati nel tempo”.

Lei è sempre un passo avanti, sia che si tratti di studiare formule sempre più innovative ed ecologiche per i trasporti via mare o di vincere con grinta le più famose gare di equitazione con i colori nazionali; qual è il segreto del suo successo?

“Competitività, umiltà, impegno:  ecco gli ingredienti della ricetta vincente di casa Grimaldi!

L’atteggiamento mentale, sportivo e operativo di mio padre Emanuele è stato ereditato come tratto caratteriale sia da me che da mio fratello Guido, che è anche il mio migliore amico: entrambi ci ispiriamo a lui come modello di vita, pronti a combattere, consapevoli di poter cadere ma, proprio per questo, decisi a rialzarci e a proseguire verso la vittoria, che  cerchiamo di raggiungere con tenacia, determinazione e l’influsso di una buona stella, la Fortuna che aiuta gli audaci.”

“Audentes fortuna iuvat” è quasi un motto di famiglia, no?

“Sì, per i Grimaldi la voglia di rischiare costituisce quasi una visione prospettica del cammino da intraprendere, un fiducioso andare incontro al Destino che favorisce chi osa, sia sui percorsi di gara che nella scommessa già vinta delle autostrade del mare, dei trasporti ro-ro e ro-pax di cui il nostro gruppo armatoriale è leader nel Mediterraneo.”

 Lei ricopre il ruolo di Line Manager Short Sea Lines

executive manager Commercial & Group: siete i pionieri della lotta per salvare l’ambiente con il progetto delle Autostrade del Mare. Com’è nata quest’idea?

“ Torniamo di nuovo a mio padre Manuel, il vero artefice delle Autostrade del mare: lui ha avuto l’idea di sottrarre alle strade rotabili camion, merci e viaggiatori per ridurre le emissioni nocive che tanto danneggiano l’ambiente, offrendo a camionisti e trasportatori delle tratte economicamente competitive, da effettuare con navi adatte, ro/ro e ro/pax, garantendone la frequenza, elemento indispensabile per essere convenienti anche per i “padroncini” che amano percorrere lo stivale d’Italia, fermandosi nei posti preferiti.”

 Le Autostrade del Mare sono una alternativa più economica e più green, rispetto al trasporto su strada; che dati ci può fornire in proposito?

 “Noi movimentiamo circa 120 autostrade del mare, attraverso le compagnie di nostra proprietà come

la Finnlines per il Baltico, Grimaldi Lines per il Mediterraneo, Minoan Lines per la Grecia, Malta Motorways of the Sea per Malta: stiamo anticipando le indicazioni dell’Unione Europea montando a bordo delle nostre navi dei generatori con batterie a litio, in grado di ricaricarsi durante la navigazione, per attivarsi in porto azzerando le emissioni.  Noi puntiamo a realizzare un trasporto ad impatto zero, siamo sostenitori dell’innovazione e, pertanto, consumiamo meno carburante grazie ad accorgimenti come il design aerodinamico degli scafi, l’impiego di pitture siliconiche sulla carena che riducono l’attrito e di eliche particolari che evitano la dispersione di energia e altro ancora”

Quindi liberare le strade da Tir, camion e altri veicoli aiuta l’ambiente?

“Certo, nel 2018 si sono raggiunti risultati positivi per tutto il cabotaggio nazionale ed internazionale superiore ai 600 km e attraverso l’intermodalità strada-mare sono stati sottratti alla rete stradale nazionale 1,5 milioni di camion, pari a 40 milioni di tonnellate di merci: l’abbattimento delle emissioni di Co2 è stato pari a 1,2 milioni di tonnellate.”

Oggi una riviera da scavalcare, domani una nuova rotta da intraprendere, così ogni risveglio per il giovane armatore è apportatore di inedite opportunità per mettersi alla prova, per conquistare un nuovo traguardo, per meritare una vittoria.  Eugenio sorride alla vita, alla sua bellezza e anche all’imponderabile quid che porta con sé, sicuro dei suoi affetti e delle sue scelte ma attento all’obiettivo che intende perseguire: il mistero di esistere ha per lui un fascino che – pur potendosi rivelare inquietante – risulta irresistibile e infonde la forza per andare avanti, oltre ogni sfida, oltre ogni pericolo, oltre il Tempo che fugge, invidioso dell’umana felicità.

  LAURA   CAICO