FRANCESCA MARINI, UNA VOCE OLTRE GLI SPALTI

FRANCESCA MARINI, UNA VOCE OLTRE GLI SPALTI

 

 

Un’ugola d’oro. Protagonista di “La mente torna: MINA tribute” sulla scena della rassegna Ridere 2019 al Maschio Angioino – organizzata dal Teatro Totò con la direzione artistica di Gaetano Liguori – la giovane cantante napoletana Francesca Marini invia la magica onda della sua voce ben oltre le mura di Castelnuovo per il suo fantastico tributo a Mina, fra le più grandi interpreti del panorama musicale internazionale.

 Fra i cavalli di bronzo e il Palazzo Reale echeggia la potenza non solo espressiva ma anche vocale dell’artista che ha dato prova con questo spettacolo di aver raggiunto di una grande maturità interpretativa, cimentandosi nel confronto con uno dei “mostri sacri” del melodico moderno, la grande Mina.

La splendida voce di Francesca tocca vertici di sonorità incredibili, accolti da ripetuti applausi del pubblico che ha affrontato un’afosa serata estiva, sfidando caldo e umidità per ascoltare questa giovane cantante partenopea così dotata sia di estensione vocale che di tecnica : il tributo a Mina è stata un’occasione per gli spettatori di fare un tuffo nostalgico nel passato giacchè nel maxi schermo alle spalle della cantante scorrevano immagini dei Fabulous Sixty e degli anni ‘70 con flash sulle tournée di Mina, le sue esibizioni alla Bussola di Viareggio e alla Capannina di Forte dei Marmi, le trasmissioni televisive (Studio Uno in primis) in cui dialogava con i suoi ospiti e duettava con Big della canzone.

Poi il colpo di scena con “Parole parole parole”, il pezzo forse più famoso di tutti in cui la Marini – volendo fare un omaggio beneaugurante ad Alain Delon che si sta riprendendo da un grave malore – ha usato la sua perforance canora francese sostituendosi a dalidala cantante ha voluto fare un omaggio dalle ndalon recentemente colpito da ictus in via di ripresa e unendo il la sua voce che recita in francese la parte maschile è un and e poi Lele suo canto molto belle anche le rivisitazioni delle canzoni napoletane che anche Mina ha cantato e sorprese finale un esibizione lirica che ha lasciato tutti a bocca aperta perché la cantante ha interpretato in duetto virtuale con Pavarotti Ridi pagliaccio e raggiungendo veramente una punta espressiva notevolissima e dimostrando di avere doti di Soprano. la voce umana è molto duttile; un cantante può superare anche tre ottave di estensione.

 

In un soggetto normale adulto (ossia che abbia portato a termine la maturità vocale) – grazie all’apprendimento di specifiche tecniche, molto varie in ragione dell’epoca, del gusto e del repertorio intrapreso – l’estensione può essere ampliata sia nel registro basso che in quello alto, ma in questo ultimo caso l’incremento è di solito maggiore.

 

I suoni più profondi appartengono ai cantanti di sesso maschile, seguiti, procedendo verso l’acuto, dalle donne e dai bambini.

Nel repertorio operistico, l’estensione – che dovrebbe essere molto ampia – è uno degli elementi importanti nel corredo del cantante. effetti di colore, espressione ed estensione molto variabili e ampi, soggetti all’abilità dell’esecutore. Un cantante può inoltre utilizzare tecniche miste, di solito ricorrendo a emissioni molto simili a quelle utilizzate nella musica classica per raggiungere le note acute, fuori dell’ambito ordinario della voce naturale. Lo spettacolo è diviso in due tempi in cui la cantante senza alcun orpello senza scenografie senza balletti o interventi di altri ospiti riesce a intrattenere il pubblico sul filo del ricordo delle Dejavù della malinconia di un epoca che passata e in cui Mina si è dimostrata veramente un pioniere per tanti versi due punti infatti nel suoi colloqui con la cantante nelle parti recitate Francesca sottolinea come Mina sia stata sempre fuori dal coro sempre avanti agli altri di Very passi di aver voluto rimanere in Italia e non andare all’estero di aver rifiutato tante occasioni cinematografiche televisive tournè duetti con cantanti famosi come Sinatra una parte nel Padrino occasioni d’oro che hanno lanciato al posto suo altre stelle e di non essersi sposata col primo amore ma di aver fatto un figlio dovendo subire poi lo stragismo della televisione del pubblico e di aver scelto di interpretare un repertorio molto vasto a volte anche Audace e di essersi poi allontanata dalle scene e al massimo dello Splendore di non essersi più voluto esibire pur continuando incidere o dei dischi che testimoniano la bellezza e la maturità della sua voce. La Valente cantante si dimostra un un interprete eccezionale dotata di freschezza e di vivacità e anche di una grande intensità alla presenza scenica, al carattere, all’atteggiamento e al carisma, o un metro scientificamente stabilito, che – al netto delle opinioni – misuri per così dire atleticamente le capacità davanti al microfono? riuscendo a reggere la scena benissimo anche senza il supporto di altri orpelli o Intermezzo è nella sua semplicità Comunica al pubblico una grande serenità e da sfoggio di una certa modestia spontaneità anche quando saluta nel pubblico gli amici e parenti intervenute e anche diciamo protagonisti dello spettacolo e venuti per applaudirlo un solo cambio d’abito sottolinea la differenza tra i due tempi della riuscita di questo spettacolo che verrà portato in tournée per tutta l’estate

 

LAURA   CAICO