I segreti di Pietrasanta

Segreti della Pietrasanta

Ad accogliere i visitatori nel nuovo itinerario Lapis I Segreti della Pietrasanta, dalla Fabbrica ecclesiae a una grande Fabbrica della cultura, il canonico Carlo Celano, studioso del seicento, autore di un libro ancora in circolazione su Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli, impersonato da un bravo attore.

Alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, da Monsignor Vincenzo De Gregorio Rettore della Basilica della Pietrasanta e da Raffaele Iovine, presidente dell’Associazione “Pietrasanta”, presentato alla stampa, il percorso multisensorial experience, unico nel suo genere nella cavità della Basilica, attraverso i resti dell’antico acquedotto greco-romano, permettendo la distribuzione dell’acqua nella Neapolis.

Nel centro storico, alle porte del decumano maggiore, inizio di Via Tribunali a poca distanza dalla Cappella Sansevero, Chiesa e Conservatorio di Musica San Pietro a Majella e altre chiese d’inestimabile valore, spicca il Campanile della Basilica della Pietrasanta con caratteristiche bizantine, il più antico della città tra il X e XI secolo.

Inaugurato ieri un viaggio attraverso , storia, leggenda, archeologia.  La cripta con pavimenti e strutture murarie preesistenti, porzioni di muro in opus reticulatum, blocchi di tufo, cunicoli e cisterne che correvano sotto la basilica di Santa Maria Maggiore, detta “La Pietrasanta” e per l’intero perimetro della città antica. Si scende sotto i quaranta metri con proiezioni interattive, postazioni zspace dedicate alla didattica e al laboratorio multimediale: giochi e attività in 3D, la stanza delle tele viventi, “viaggio nel tempo” a cura della Phantasya comunicazione, mosaici e pavimenti che testimoniano la presenza di una domus romana, sala cinema, bar.

L’Arcidiocesi, ha concesso la Basilica in comodato d’uso all’Associazione Pietrasanta, Polo Culturale e sin dal 2012 si è intervenuto per garantire la piena fruibilità del complesso monumentale, servito come ricovero antiaereo e fino a pochi anni fa precluso al pubblico ed esposto ad abusi e occupazioni di ogni genere.

Un investimento di oltre un milione di euro – ha dichiarato Iovine – da parte d’imprenditori napoletani, ha consentito la riapertura di questo sito di straordinaria bellezza, l’occupazione per una decina di giovani e i lavori continueranno per riportare alla luce l’intero tratto dell’acquedotto.

Elogio da parte del Cardinale che si è detto sorpreso, dopo aver visitato anni fa la Basilica, abbandonata in uno stato di degrado e oggi centro di concerti, eventi culturali come la mostra curata da Vittorio Sgarbi, ancora in corso.

Ai lati della Basilica, due cappelle Pontano e SS Salvatore. La prima posta a filo dell’arco che sottopassa il campanile, si presenta come una piccola fabbrica rivestita di pietra grigia di piperno. Fatta erigere da Giovanni Pontano tra il 1490 e il 1492, dedicata all’evangelista Giovanni. Nella seconda sono visibili tracce delle strutture del complesso medievale (arco gotico alla destra dell’altare maggiore), il pavimento maiolicato dalle pregevoli decorazioni e l’altare in marmi policromi. All’esterno una statua della Madonna della Neve.

La Basilica fatta erigere intorno all’anno 533 sui resti di un edificio romano da San Pomponio, vescovo di Napoli, la basilica paleocristiana fu tra le quattro più importanti della città. Verso il 1623 si cominciò a chiamarla Pietrasanta per la presenza di una pietra con una croce incisa su cui era stata collocata pochi anni prima un’immagine della Vergine, che si riteneva procurasse indulgenza per chi la baciava. Abbattuta nel XVII secolo, in conseguenza dei danni causati dai frequenti terremoti, la basilica fu completamente ricostruita nel 1656 da Cosimo Fanzago.

info@polopietrasanta.it

Apertura dal 24 aprile 2018 – Dal lunedì al venerdì 10/20 sabato e domenica 10/21.

Mario Carillo