IL TEATRO COMICO DI GIGI DE LUCA

IL TEATRO COMICO DI GIGI DE LUCA

 

Un nome, un programma. Già dal titolo, la piece “Il cornuto immaginario” andata in scena al Maschio Angioino per la rassegna Ridere 2019 – organizzata dal Teatro Totò con la direzione artistica di Gaetano Liguori – si propone come commedia brillante, ricca di imprevisti come il suo autore Molière già nel 1660 l’aveva pensata: la “rivisitazione” di  Gigi De Luca, che l’ambienta in una Napoli di fine 800, le attribuisce un guizzo in più, la potenza pregnante della lingua napoletana che ne sottolinea i punti più esilaranti. Ritmo serrato, dialoghi accesi, battute fulminanti ed ecco ripetersi sul palco la magia del vaudeville caratterizzato da equivoci, scambi di persona, fraintendimenti e colpi di scena: le situazioni sentimentali assumono un profilo surreale in questi scambi di identità che confondono l’animo del protagonista Faustino, un uomo alquanto agè (tormentato da dubbi sulla fedeltà della giovane moglie Luisella) impersonato nella pochade da Gigi De Luca, vincitore nel 2011 del premio Girulà come miglior attore protagonista. Il mattatore – con una formidabile carriera alle spalle come attore della compagnia di Eduardo De Filippo e come protagonista di farse popolari – dà sfoggio di verve e sapienza tecnica in quanto a tempi comici e a presa sul pubblico che, infatti, applaude più volte a scena aperta, gustandosi l’intreccio fra il prospettato tradimento coniugale e la vicenda sentimentale dei due innamorati Federico e Giulietta osteggiati dallo zio  Gustavo Imparato, tutore della giovane orfana: bravi anche gli altri comprimari che coloriscono il quadro delineando personalità variegate, dalla pettegola del rione, la castagnara Caterina al macchiettista Marrittiello (un notevole Gino de Luca che strappa battimani e risate), dalla fioraia Rusella allo zarellaro Vincenzo, dall’ostricaro Gennarino dal cuore tenero e dalla voce ammaliante all’onnipresente cameriere Ciccillo. Un cenno a parte merita l’ambiguo Cucù, un omosessuale curioso e intrigante che rivela però un animo intriso di sogni spezzati dall’impatto con l’amara realtà della sua solitudine, interpretato da uno strepitoso Roberto Capasso che passa con disinvoltura dal dramma al grottesco, senza tuttavia scalfire la sua cifra comica.

“Il cornuto immaginario”  s’inserisce a pieno titolo nel novero delle commedie d’atmosfera, con un sottofondo psicologico che si rivela man mano, con l’approfondimento dei vari personaggi e con una morale filosofica che lo spettatore può trarre dal finale in cui gli equivoci si chiariscono, i misteri si svelano e l’onestà, la fiducia e l’amore, dapprima negletti vengono poi riconosciuti e riabilitati, insieme agli accusati, ingiustamente sospettati.

E come dice Gigi De Luca nel finale “ Ricordatevi ..-su quello che sospettate, anche se avete la certezza di vederlo con gli occhi – non ci credete… è una immaginazione… Sempre se vi fa comodo” : in scena, anche Salvatore Pagano, Raimondo Guida, Annabella Pagano, Viviana Curcio, Marisa Carluccio, Ciro Meglio, Francesco Piccirillo, Ciro Mazaner, Maria Opomia.

 

LAURA   CAICO