LE DONNE VERACI DI ROSALIA PORCARO

LE DONNE VERACI DI ROSALIA PORCARO

 

Una girandola di personaggi. Ha registrato il tutto esaurito la performance di Rosalia Porcaro sul palcoscenico della rassegna Ridere 2019 al Maschio Angioino – organizzata dal Teatro Totò con la direzione artistica di Gaetano Liguori – al punto da richiedere sedie aggiuntive, reperite da febbricitanti maschere persino nei camerini dietro le quinte: un’affluenza massiccia che ha fatto slittare l’inizio della rappresentazione, per sistemare le file di spettatori in paziente attesa di applaudire la loro beniamina. E le aspettative non sono state deluse poiché l’attrice napoletana ha sfoderato una carrellata di figure femminili, una più esilarante dell’altra: sola sul palco, senza scenografie e orpelli di arredamento, la Porcaro si è di volta in volta rivestita e spogliata dei panni delle sue protagoniste attingendo da uno stender ben visibile, suo unico partner e paravento per i cambi di costume, voce e personaggio.

Tra le sue battute più celebri, il monologo della escort che dichiara “ se volete fare carriera nella vita, preoccupatevi dello studio e della cultura, perche´per fare le zoccole e´difficilissimo. E si, questo settore e´ in ginocchio – pero´ solo due volte a settimana – quindi il guadagno e´sempre piu´precario e non si riesce a tirare avanti e si e´costretti a tirare indietro.. Ecco perche´ bisogna studiare e aggiornarsi, per passare di ruolo :da zoccola ad escort professionista”.

Tra le risate del pubblico, la Porcaro si cala poi nelle celebri fattezze di Veronica, operaia in una fabbrica di “BORZE”, schiava di un “donatore di lavoro” di cui non capisce le vessazioni, prendendole per attaccamento affettivo: innamorata di Genni, ha continui scontri con la suocera che la ritiene una pessima donna di casa perché, fra le altre manchevolezze, “non  sa preparare “o purp affugat”. Ovviamente è sempre Rosalia –grande mattatrice dello spettacolo – a impersonare la suocera, incattivita dalla vecchiaia che continua a lodare spropositatamente i figli e a inveire sul resto del mondo, compreso il marito disoccupato: arriva poi

Natasha, cantante neomelodica napoletana, comica figura ispirata alla cantante trans Valentina Ok che   riveste il ruolo di “voce amica”, consigliera in campo amoroso e trincera giudizi al telefono di un call center sul sesso, le astuzie maschili, i tradimenti, partendo dalla sua esperienza di “sedotta e abbandonata” . Non mancano poi le interazioni con la platea che risponde a tono, innescando un divertissement dietro l’altro; applausi e complimenti a gran voce dalle file degli spettatori più calorosi, siglano la fine del divertente intrattenimento, confermando il successo e l’appeal dell’effervescente “One woman show”.

 

LAURA   CAICO