” Parenti Serpenti ” : in scena al Teatro Augusteo di Napoli

Lello Arena

in

PARENTI SERPENTI

di Carmine Amoroso

con Giorgia Trasselli

e con, in ordine di apparizione, Raffaele Ausiello, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona                                                       

regia Luciano Melchionna

scene Roberto Crea

costumi Milla

musiche Stag

 

disegno luci Salvatore Palladino

 

assistente alla regia Sara Esposito

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

 

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 12 fino a domenica 21 gennaio 2018, Lello Arena sarà in scena con lo spettacolo “Parenti Serpenti”.

Lello Arena, diretto da Luciano Melchionna, è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso, resa celebre dal film di Mario Monicelli.

Un Natale a casa dei genitori anziani, che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. E se quest’anno gli amati genitori volessero cambiare le cose e chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere ‘accuditi’, chi si farà carico della loro richiesta?

Luciano Melchionna, il creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita familiare assolutamente attuale, in un crescendo di situazioni esilaranti e spietate in cui tutti noi possiamo riconoscerci.

 

Interpreti e personaggi

Fabrizio Vona / Alfredo

Autilia Ranieri / Milena

Andrea de Goyzueta / Alessandro

Carla Ferraro / Gina

Annarita Vitolo / Lina

Raffaele Ausiello / Michele

Lello Arena / Saverio

Giorgia Trasselli / Trieste

 

 

Note regia di Luciano Melchionna

“Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da Panelli nel film di Monicelli – mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà?

All’improvviso dunque un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre lo stesso e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento.

Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag, ma allo stesso tempo non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza, magari scoprendo – per contrasto – la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli affetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale come quello tra genitori e figli impone. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti?

In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle, per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi, al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.”.

 

 

 

Giorni e orari spettacoli

Venerdì 12 alle ore 21:00

Sabato 13 alle ore 21:00

Domenica 14 alle ore 18:00

Martedì 16 alle ore 21:00

Mercoledì 17 alle ore 18:00

Giovedì 18 alle ore 21:00

Venerdì 19 alle ore 21:00

Sabato 20 alle ore 21:00

Domenica 21 alle ore 18:00

 

Prezzi

Platea poltrona € 35,00

Galleria poltroncina € 25,00

Per aquistare il biglietto online seguire questo link:

http://www.bigliettoveloce.it/new_spettacolo.aspx?id_show=5192

 

I trailer video dello spettacolo sono disponibili ai seguenti link:

https://youtu.be/ChX8HjpOczA

https://youtu.be/XPZx1B0wh68

 

Informazioni sono disponibili al sito www.teatroaugusteo.it o telefonando al botteghino: 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30.

Alberto Alovisi