PRODIGI DI BELLEZZA A NATALE

 

PRODIGI DI BELLEZZA A NATALE
Di Laura Caico
La novità di Natale. Nell’accorsato “Tempio della bellezza” studio napoletano della dottoressa Marina Romano esperta in Chirurgia e Medicina Estetica, specialista in Anestesiologia e Rianimazione, terapie antalgiche, Tossicologia d’Urgenza, Medicina Iperbarica e Terapia Intensiva, è stata presentata una novità assoluta di creme per la lotta al fotoaging che recano il suo marchio: la dottoressa Romano, infatti, nel corso del Christmas Cocktail organizzato per lo scambio di auguri, ha lanciato la sua nuova linea di bellezza a base di cellule staminali vegetali, realizzate con una sua esclusiva formula top secret.
Tanti gli interrogativi a cui ha accettato di rispondere per illustrarci le caratteristiche di questi prodotti a suo nome che promettono il più bel “regalo di Natale”, il recupero di un’epidermide più bella e più splendente.
Dottoressa, perché le creme e gli olii che presenta oggi sono così rivoluzionari, al punto da essere ritenuti la nuova frontiera contro l’invecchiamento cutaneo?
«L’idratazione dell’epidermide e la riduzione delle rughe e dei segni dell’età sono il nostro principale obiettivo: le mie creme sono in grado di distendere, elasticizzare e riempire i solchi della pelle segnata da rughe, realizzando il rinnovamento cellulare. Le cellule vegetali sono la risposta offerta dalla Natura, efficace e incruenta: siamo in linea da vent’anni con l’opinione pubblica e con le tendenze vegane e vegetariane per escludere i derivati animali per i cosmetici. Siamo contro i test sugli animali e non usiamo derivati umani, come appunto le altre cellule staminali vietate dalla normativa di settore: la botanica, d’altronde, è una riserva inesauribile di sostanze efficaci per la salute umana, sin dall’antichità, basta solo fare ricerche accurate e approfondite per scoprire possibilità inedite e impensate fino a poco fa e trovare sempre più innovativi ambiti di applicazione».
Esattamente cosa possono fare le creme a base di cellule staminali vegetali?
«Le cellule staminali vegetali nei cosmetici sono gli ingredienti skincare più promettenti: già lungamente testate nella medicina rigenerativa contro le ustioni della pelle e nelle terapie salvavita in neurologia, cardiologia ed endocrinologia, oggi in campo cosmetico offrono soluzioni più avanzate rispetto al 2009, quando un ricercatore svizzero individuò nella Uttwiler Spatlauber, una varietà molto rara di mela, la capacità di interagire con la cute».
Solo le mele hanno queste proprietà?
« No, questi principi rigeneranti sono ricavati anche dal mirtillo (Vaccinium myrtillus), dalla fragola (Fragaria), dall’albero delle farfalle (Buddleja davidii), dalla stella alpina (Leontopodium alpinum), dal pomodoro (Lycopersicon esculentum) e da altre piante ancora: contengono i cosiddetti EGF simili (Epidermal growth factor – fattori di crescita dell’epidermide derivati dal sangue), simili a quelli umani e utili in cosmetica per il “ringiovanimento” della pelle poiché agiscono sui livelli epidermico e dermico e nella matrice intermedia con effetto antiossidante, liberando la pelle da sostanze nocive».
Che parti delle piante vengono utilizzate per le sue creme?
«Questo tipo di cellule viene prelevato dalle gemme, dai frutti o dalla sezione terminale della radice con processi di estrazione che non ne alterano le proprietà autorigenerative: attraverso un processo di differenziazione cellulare, le cellule staminali vegetali presenti nelle piante si moltiplicano velocemente adattandosi alle caratteristiche delle cellule con cui entrano in contatto, riparando i tessuti danneggiati. Con l’uso regolare, la sintesi di collagene può essere rafforzata combattendo l’invecchiamento prematuro: le cellule staminali vegetali sono anche un aiuto incredibile per i capelli perché riattivano il follicolo pilifero, rigenerando la radice del fusto, stimolandolo e proteggendolo da fragilità, cadute, facilità a spezzarsi, insomma dai danni inesorabili del tempo che attentano progressivamente alla bellezza ma che noi proviamo tenacemente a fermare»