A PALAZZO SAN GIACOMO PRESENTATO IL CORSO PER I GEOMETRI.

Comune di Napoli e Collegio Geometri insieme per mappatura edifici a rischio.

 A settembre geometri avviano corso di formazione prevenzione rischio

 

Nella Sala Giunta del Comune di Napoli, alla presenza del Sindaco, Luigi De Magistris e dell’Assessore Ciro Borriello, é stato presentato il corso di specializzazione pre i Geometri.

A moderare e presentare i vari interventi, Sarah Ricca.

Una mappatura degli edifici cittadini per valutare le questioni di rischio legate a possibili crolli e cedimenti. E’ la proposta lanciata dal Collegio dei Geometri di Napoli e provincia in occasione della presentazione del corso di formazione su ‘Architettura e facciate intonacate. Interventi per la conservazione e prevenzione dei fattori di rischio’.

Il coro si svolgerà il 13, il 20 e il 30 settembre 2019.

‘’Non si può andare avanti con il solo posizionamento delle reti di contenimento poste per fronteggiare eventuali cedimenti – ha affermato il presidente del Collegio dei Geometri, Maurizio Carlino – bisogna affrontare il tema dello stato delle facciate in maniera fattiva e concreta. Chiediamo al Comune di creare un modello di certificazione che dia maggiori responsabilità ai tecnici ed è necessario il fascicolo del fabbricato che ci racconti la vita dell’edificio così da monitorarlo costantemente’’. E in questa direzione, il corso di formazione punta a migliorare e approfondire le competenze dei geometri. Una questione, quella legata allo stato di deterioramento delle facciate di edifici pubblici, privati e monumentali che ha causato in città anche dei morti. Il Comune – come annunciato dal sindaco, Luigi de Magistris – sta lavorando alla delibera ‘Sicurezza Bene Comune’ che punta a fissare standard  e misure per affrontare il tema della sicurezza cittadina ‘’sotto ogni punto di vista’’ mettendo insieme ‘’cooperazione istituzionale, lavoro su edilizia pubblica e privata, strumenti amministrativi e finanziari’’. Il testo dovrebbe essere approvato in Giunta entro il 21 settembre. ‘’Non è un nuovo progetto Sirena – ha spiegato de Magistris – semmai è la sua evoluzione. Si tratta di un progetto senza precedenti in Italia che prevede strumenti giuridici e

finanziari. Ci saranno misure di incentivazione per l’edilizia privata, sanzioni per chi non si adegua alle ordinanze, misure finanziarie per creare un fondo con cui poter intervenire con le ordinanze in danno. Con questo atto – ha concluso – non solo rafforzeremo la sicurezza in città ma metteremo in circolo l’economia perché si apriranno cantieri e si produrrà lavoro per un settore, quello edile, che da anni non lavora. La nostra è una visione strategica’’. Istituzioni e professionisti dunque insieme per prevenire il verificarsi di altre tragedie causate dalla mancata manutenzione degli edifici. ‘’E’ un tema molto caldo – ha evidenziato l’assessore alla Sicurezza abitativa, Ciro Borriello – a cui la città giustamente è molto sensibile. Oggi

siamo arrivati a un punto in cui si deve avere una mappatura del rischio che logicamente si presume essere più alto nel centro storico ed è necessario instaurare anche con i condomini privati un dialogo sempre più serrato perché non possiamo più accontentarci di semplici dichiarazioni anche in considerazione del fatto che anche i cambiamenti climatici contribuiscono a una condizione di peggioramento dello stato degli edifici aumentando così il rischio’’. I temi oggetto del corso di formazione sono stati introdotti dal professore Giulio Zuccaro, Centro studi Plinius dell’Università Federico II, e da Valentina Russo, docente di Restauro presso la Federico II.  Gli accademici hanno evidenziato la necessità di ”costituire un’unica task force composta da geometri, ingegneri, architetti, restauratori che lavorino con le medesime linee guida e mettendo a disposizione le proprie competenze per superare criticità che non sono legate a elementi strutturali degli edifici ma alle loro finiture che, visto il valore del nostro patrimonio storico e architettonico, non vanno eliminate perché raccontano la nostra cultura”.

 MASSIMO DE MARINO