Il Molise, terra di antiche tradizioni

di Antonietta Montagano

LARINO (CAMPOBASSO) – La festa di  San Pardo si celebra ogni anno il 24, il 25, il 26 e il 27 di maggio. Gli appassionati la definiscono una delle feste più belle d’Italia, amatissima non solo dalla popolazione locale ma anche dai numerosi visitatori e conosciuta in tutta la regione.

Le origini di questa festa risalgono all’anno 842. Si narra  che una parte della popolazione larinese che sopravvisse ad una terribile invasione saracena si incamminasse verso il paese di Lesina per recuperare le reliquie dei santi Primiano, Casto e Firmiano che erano state trafugate durante l’incursione. Fu proprio nei dintorni di Lesina che i larinesi trovarono  il sepolcro che custodiva il corpo di San Pardo. Il ritrovamento fu considerato da subito divino, e le spoglie vennero caricate su un carro ricoperto di fiori e portate in festosa processione tra le strade della città.

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La leggenda vuole che, arrivati i buoi che trainavano il carro fossero sfiniti dal viaggio. Il conduttore pregò San Pardo affinché lo aiutasse a finire il tragitto. Ebbe l’illuminazione di piantare un bastone in terra: iniziò a sgorgare acqua che permise ai buoi di abbeverarsi e portare a compimento il loro viaggio. Tuttora in quel luogo sorge la fonte di San Pardo.

Da quel momento San Pardo divenne il protettore di Larino insieme a San Primiano e San Casto. Oggi, proprio come allora, il centro molisano celebra  i tre giorni di festa dei patroni.

La festa è caratterizzata dalla sfilata di circa 130 carri trainati da buoi e addobbati per l’occasione con nastri e fiocchi, fiori, coperte, stoffe decorate e ricamate. La preparazione dei carri richiede tempo e impegno  e coinvolge un po’ tutti i membri delle famiglie. Le donne per tutto il mese di maggio si riuniscono e si  dedicano alla preparazione degli addobbi che verranno posizionati sui carri.

Il carro rappresenta il simbolo della famiglia tramandato di generazione in generazione, i segno di continuità e di tradizione. Ciascun carro è contraddistinto da un numero progressivo, attribuitogli a seconda della data di fondazione: i numeri più bassi corrispondono dunque a quelli più antichi, mentr quelli più alti sono di origine recente.

Il 24 maggio i buoi vengono benedetti dal parroco alla fonte di San Pardo, quindi la carovana completa il rituale giro processionale per il centro storico per porgere il saluto al Santo presente nella Basilica Cattedrale.

Il 25 maggio, la sfilata dei carri inizia il suo cammino partendo da una piccola cappella nel cimitero dedicata al martire larinese San Primiano. Qui inizia la processione, dopo che il simulacro del Santo viene deposto nel carro numero 1 e continua fino a notte fonda avvicinandosi al centro storico. La processione sfila lentamente,  formando una scia di luci colorate alimentate dalle piccole lampade dei carri e dalla lunga  fiaccolata del corteo, esaltata dal buio della sera. Costituisce uno spettacolo unico e imperdibile.

Cappella di San Primiano
                     Cappella di San Primiano

Il 26 maggio è il giorno più importante, perché ricorda l’arrivo in città, nel 842, delle spoglie di San Pardo. I carri sfilano percorrendo le strette vie del paese, molto lentamente. Nel frattempo i Santi vengono portati a spalla in coda al cordone dei carri. L’ultimo dei Santi a sfilare è proprio San Pardo e quasi a cedere il passo in segno di cordialità.

Il 27 maggio invece la festa patronale si conclude riportando il simulacro di San Primiano nella sua cappella, preceduto da tutti i carri che hanno sfilato durante la rappresentazione.

Nel primo pomeriggio, dopo la celebrazione della messa, ci si dedica tutti ad un’allegra scampagnata e ad un lungo momento di ristoro, che terminerà poi alla Cattedrale dove verrà riposta la statua di San Pardo, dopo l’ultima processione nel centro storico.

Un’antichissima tradizione molisana, una festa  coinvolgente, che  nel corso degli anni  è riuscita a tener viva e  a tramandare un rito,  quello della famiglia e dei  suoi  carri.

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