IN RICODO DI GIOVANNI FALCONE.

“Il 23 maggio la mafia uccide barbaramente, facendo saltare con il tritolo l’autostrada a Capaci, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo ed I poliziotti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Con l’uccisione di Falcone “cosa nostra” distrugge il simbolo più potente della lotta alla mafia. Per me un uomo che appariva indistruttibile. Una strage che doveva avere effetti politici, infatti nei giorni successivi Giulio Andreotti non diviene più Presidente della Repubblica. Un segnale inequivocabile a chi era stato garante del patto Stato-Mafia.  Falcone vive in quelli che hanno visto in lui l’emblema immortale della giustizia. Il suo sorriso luminoso è per me ossigeno nel cuore.”

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris lo scrive su facebook stamani