La Legge 3 è un atto di civiltà: il Tribunale di Napoli libera un uomo da (quasi) tutti i debiti

La Legge 3 è un atto di civiltà: il Tribunale di Napoli libera un uomo da (quasi) tutti i debiti

 

L’uomo, supportato da Legge3.it, ha visto estinguere l’80% della somma. Gianmario Bertollo (Legge3.it): “Quello che ancora in molti non hanno chiaro è che la Legge 3 non sia solo a favore di chi deve pagare: da un lato soddisfa i creditori in modo celere, dall’altro libera per sempre il debitore”

 

 

Sebbene ancora poco nota e lontana dai dibattiti, ancora una volta, la Legge 3 del 2012, nota come legge salva-suicidi, è riuscita a trovare la sua attuazione e a liberare dall’incubo dei debiti un uomo di Napoli.

 

Il signor Armando era sposato, con un figlio e un lavoro fisso dal 1999 in un’azienda che, purtroppo, è fallita. Nel luglio del 2016 riceve la lettera di licenziamento, viene messo in mobilità, e per 18 mesi riceve come reddito solo la disoccupazione. Per far fronte alle necessità ed agli impegni presi, fu costretto a far ricorso a prestiti personali. Soltanto dopo 3 anni dal licenziamento riesce a trovare un nuovo lavoro, nel febbraio 2019, ma nel frattempo i suoi debiti sono cresciuti sotto il peso dei tassi di interesse, a tal punto che le azioni dei creditori erano sempre più insistenti: call center, raccomandate e decreti ingiuntivi gli impedivano di ricominciare a vivere.

 

Il figlio non è ancora indipendente economicamente, ha appena compiuto 18 anni, sta finendo gli studi e quindi le priorità per Armando, che nel frattempo si è separato e vive con il figlio nella casa di suo fratello, concessa in comodato d’uso, sono portare avanti la famiglia in modo decoroso, ma non si concede lussi, fa una vita morigerata e si dedica al suo lavoro con tenacia. Finché, decide di prendere in mano la situazione e rivolgersi a Legge3.it, che da anni aiuta privati e imprese ad uscire da situazioni di sovraindebitamento.

 

Nella richiesta portata al giudice, aiutato da Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, l’uomo ha messo a disposizione tutto quello che dal suo salario eccede, tolto quanto serve a sostentarsi, circa 190 € circa. Il giudice ha colto in pieno sia lo spirito con cui Armando si poneva di fronte a questa situazione, ovvero, il desiderio di onorare i suoi debiti, ma le vicende della vita glielo avevano impedito, sia lo spirito della legge 3, che nasce proprio con l’obiettivo di riabilitare chi si è trovato suo malgrado in difficoltà con i debiti.

 

Il giudice, tenendo conto anche delle nuove caratteristiche che la legge 3 assumerà quando sarà entrato in vigore il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, nella sua lunga ed articolata relazione della sentenza, ha voluto, infatti, rendere pubblico l’aspetto principale che muove questa legge: “consentirgli nuove opportunità nel mondo del lavoro, liberandolo da un peso che rischia di divenire insostenibile e di precludergli ogni prospettiva futura”.

Per questo motivo, ha concesso ad Armando di liberarsi da tutti i suoi debiti, circa 45mila euro, pagandone solo il 20% (8.743,45 euro), in 45 rate, con l’importo che realmente Armando può sostenere, 190 € al mese.

 

Un giudice lungimirante, in grado di analizzare e comprendere a fondo la situazione, che ci ricorda come la Legge 3 sia un atto di civiltà. – Commenta Gianmario Bertollo – Questa decisione del giudice non va interpretata come a senso unico in favore del debitore, al contrario! È anche a vantaggio dei creditori, rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere se si fosse deciso di ricorrere alla vendita dei suoi beni (che ammontavano appena a 3600 €). In questo modo, invece, i creditori vengono pagati in modo celere e il debitore viene liberato da un futuro segnato solo da tormenti, limitazioni, pignoramenti dello stipendio, del tfr, della pensione… In pratica, da un futuro di debitore a vita”.

 

Ufficio stampa

Alessandro Maola

info@alessandromaola.it