LA VENA CREATIVA DI BACIOT

LA VENA CREATIVA DI BACIOT

 

Il Covid 19 ha arrestato la maggior parte delle attività aperte al pubblico, fra cui quelle della ristorazione: chiediamo pertanto ad alcuni protagonisti del settore come stanno vivendo questa fase critica.

Vincenzo Bacioterracino, in arte Baciòt o Bacio – già Chef resident per un trentennio del ristorante George’s, del prestigioso Grand Hotel Parker’s – ha chiuso i battenti di “Antichi sapori Partenopei” nel cuore del centro elegante partenopeo, in via Chiaja proprio di fronte al Teatro Sannazzaro: gli domandiamo, pertanto, come sta affrontando quest’emergenza.

Bacio, lei aveva iniziato una nuova vita, lanciandosi in un’impresa in prima linea in tandem con la sua socia Barbara Vollero Aceto Di Capriglia, esperta enogastronoma, riscuotendo da subito un enorme successo: ricordo il suo locale sempre affollato da personaggi dello spettacolo e dello sport, da compagnie di artisti che vi si riversavano nel dopo spettacolo del Sannazaro, industriali, bella gente, turisti e persone comuni che ci si fermavano, attratti dai profumi inebrianti delle sue cucine. Che effetto le fa vederlo chiuso?

“E’ un colpo al cuore. Come da decreto governativo, ho fermato la mia attività professionale: mi manca tantissimo il supporto di Barbara, grande imprenditrice, lavorare con i miei collaboratori, il contatto con i clienti e – perché no? – anche i simpatici litigi con i fornitori, per le materie prime (che io esigo freschissime) che tardavano a consegnarmi,  per la frutta, ortaggi, aromi e verdure a km zero (che dovevano arrivare per forza puntuali e invece….), per i prodotti caseari e di norcineria campani fatti da microaziende che stentavano con il loro ritmo produttivo a tener dietro ai miei ordini incalzanti.”

Quindi ha smesso di cucinare?

“Questo assolutamente no: non sto lavorando per il pubblico, è vero, ma la passione per il mio lavoro é grande e non potrei farne a meno. Fortunatamente ho una moglie che mi consente di stare nella sua cucina e mi lascia libero di creare, sperimentare, provare sempre nuovi abbinamenti per i quali attingo alla mia esperienza di viaggiatore e agli aggiornamenti professionali che mi hanno avvicinato alle cucine asiatiche e orientali”.

Lei è famoso per alcune invenzioni culinarie come il fantastico Uovo Meringato (di grande effetto scenico e di pochissime calorie), i ravioli Cacio e Pepe con melanzane e basilico (prediletti da Maradona), la “Mozzarella di bufala di Paestum con crema di piselli freschi”, oltre ai piatti della più classica tradizione partenopea: che pietanze cucina a casa sua?

“Soprattutto piatti di pesce: anche se non posso andare più a Santa Lucia dal mio amico pescatore Gino, abito a Nisida e vado al molo a scegliere il pescato del giorno per poi sbizzarrirmi in grigliate o primi piatti. La famiglia predilige  i fusilli freschi con cozze e pecorino, gli spaghetti con vongole, il risotto ai frutti di mare: io però non manco mai di omaggiare le ricette di mia nonna, come gli ziti spezzati con il ragù “pippiato” a lungo o le linguine alla Nerano.”

 Come organizza le sue giornate?

“Il tempo trascorre facendo le cose che più ci piacciono: insegno ai miei figli a fare i dolci, come la millefoglie, il Cannolo scomposto di ricotta di pecora, il gelato di pomodoro e mozzarella, la pastiera rivisitata, il tiramisu. Ma non solo, giacchè organizzo con loro i giochi che facevo quando ero ragazzino: guardiamo insieme anche tanta televisione. Nei miei momenti da solo, invece, mi dedico alla lettura e proprio ieri ho finito il libro “ La fine del mondo storto”.”

Che progetti sta facendo per la ripresa?

“Per il prossimo futuro sto pensando a cosa potrò offrire ai clienti sia come menu che come struttura e – appena ne avremo la possibilità – Barbara ed io riapriremo l’attività, offrendo tante novità gastronomiche ottenute con la trasformazione di elementi naturali edibili in piccoli prodigi sensoriali, per la gioia degli occhi e la felicità dei palati più esigenti: sarà fantastico tornare a lavorare e ritornare ad abbracciarci con gli amici.”

  Per adesso lei rimane in casa?

“Sì, bisogna farlo anche se ci dicono che andrà tutto bene  però nessuno può dirci quando potrà finire: se è vero che il nostro destino lo facciamo noi, allora restiamo a casa per fare più forza al nostro destino!”

 

 LAURA   CAICO