L’enogastronomia protagonista al 70° Festival di Sanremo A Casa Sanremo e Casa Siae i momenti di incontro degustativi

L’enogastronomia protagonista al 70° Festival di Sanremo

A Casa Sanremo e Casa Siae i momenti di incontro degustativi

Oltre i momenti dell’Ariston l’intera Sanremo sta vivendo giornate di gran spettacolo. Infatti nato da un’idea di Vincenzo Russolillo, nel 2009 grazie al Direttore Artistico del Comune di Sanremo di quell’anno, Pepimorgia, il progetto del Red Carpet del Festival, vide la sua prima apparizione davanti all’Ariston. Sin dall’inizio, la sfilata sul Rosso Tappeto è stato teatro di numerose iniziative così, per la 70esima edizione della kermesse, è stato pensato come un lungo percorso “vip” che si è snodato fra via Matteotti, piazza Colombo e via Garibaldi. I quasi 300 metri di red carpet“vestito” coi nomi dei 69 vincitori delle scorse edizioni, hanno collegano direttamente Piazza Colombo all’Ariston e al Palafiori trasformato in Casa Sanremo e, come da tradizione, giorno dopo giorno, ha offerto al pubblico il veder sfilare tutti gli ospiti e cantanti in gara al Festival. Come da tradizione ormai, anche quest’anno, a Casa Sanremo, una sfilata di Vip ha animato il party esclusivo alla vigilia del 70esimo Festival Stasera Tutti a Casa”: i Big e le Nuove Proposte si sono dati appuntamento nella Lounge realizzata da Vincenzo Russolillo, insieme a discografici e giornalisti, per stemprare la tensione per l’inaugurazione della kermesse e per vivere i momenti delle giornate della Canzone. La serata preinaugurale del Festival si è svolta tra musica, buon cibo e tanto divertimento, riconfermandosi un appuntamento imperdibile per tutti coloro che gravitano intorno al Festival, ma soprattutto per gli artisti in gara. Brindisi, risate, pronostici, riti scaramantici e improvvisazioni, ma soprattutto tanta eleganza e buon gusto per gli artisti che hanno sfilato su un lunghissimo Red Carpet che, dall’Ariston, li ha condotti fino al cuore pulsante dell’hospitality del Festival. Protagonisti della serata sono state le Stelle della musica, ma anche Stelle Michelin, come le due che incoronano lo Chef Emanuele Scarello, autore di uno spettacolare ed apprezzatissimo tiramisù. Protagonista a Casa Sanremo nella 70esima edizione del Festival, anche il Friuli Venezia Giulia che con PromoTurismoFVG ha portato i vini e i prodotti del territorio. Mentre cresce l’attesa per la serata inaugurale della kermesse sanremese, nell’hospitality del Festival, il territorio e i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia hanno conquistato i palati degli ospiti. Per tutte le giornate del Festival il gustare l’enogastronomia italiana è stato possibile per ospiti d’onore, cantanti e giornalisti accreditati nel Roof Restaurant di Casa Sanremo, creato come da anni insieme all’intera casa da Vincenzo Russolillo. Entrando nel ristorante abbiamo subito incontrato il Direttore di sala, il Maître Lucio Cammisa, che alle nostre domande ha risposto: “Sono nato nel  1985, la mia passione per il mondo della ristorazione è naturale perché avendo dei ristoranti la mia famiglia ad Avellino dove vivo, mi sono appassionato a tutto quello riguarda la cura nei confronti del cliente, i profumi, la tavola, l’accoglienza. Dopo aver conseguito nel 2004 il diploma del settore sala bar all’Istituto Alberghiero Manlio RossiDoria di Avellino, proseguendo poi approfondimenti, seguendo corsi di sommelier, abbinamenti di acque minerali, corsi di specializzazione per la conoscenza di formaggi e risorse umane, ho poi vissute altre esperienze lavorative a Rimini Firenze e Jesolo, per poi rientrare nella mia terra d’origine. Attualmente lavoro come food& beverage management presso ‘il Mulino della Signora, un Luxury Country House a Sturno AV, dove l’eccellenza è di casa. La produzione degli ortaggi, come seguire la filiera del prodotto, ad esempio produciamo un olio EVO che risulta essere tra i migliori 10 italiani, sono divenute le mie passioni. Nella sala ristorante di 130 coperti in due sale che possiede la struttura, insieme a bungalow (case indipendenti all’interno dell’azienda), con piscina, aperto tutto l’anno, serviamo un tipo di cucina abbinato al territorio con prodotti che prioritariamente produciamo in loco (circa il 75%), arricchita dell’innovazione che realizza il nostro chef Antonio Guacci. Poi è giunta ora questa occasione della partecipazione al Roof Restaurant di Casa Sanremo, dove sia io che Guacci selezionati dal Gran Maestro della Ristorazione Fofò Ferriere, che gestisce la ristorazione di questa realtà creata da anni da Russolillo in occasione del Festival della Canzone Italiana, siamo stati contattati per fare questa bellissima esperienza ed abbiamo portato nella Regione Liguria che offre ospitalità agli ospiti musicali e giornalisti di questa area ristorativa, la cucina Campana. Nonostante queste giornate ci impegnino fortemente come lavoro, le affrontiamo con gran piacere anche per il riscontro di plausi e consensi che riceviamo quotidianamente ed in tutte le ore della giornata, da coloro che gustano le prelibatezze dello chef Guacci ed apprezzano il servizio offerto dagli operatori del servizio di sala da me diretto. Fra l’altro mi appassiona la necessità di formazione di tutta la filiera dell’Accoglienza ed Opitalità partendo dall’albergo, dalle aziende che riforniscono ristoranti e strutture ricettive fino all’ultimo anello di questo sistema ed insieme allo chef Antonio Guacci, abbiamo creato una società di consulenza alberghiera a 360 gradi, la ’Hores Consulting’ con sede a Grottaminarda e Perugia. Svolgiamo corsi di formazione del personale di sala, di cucina, monitoraggio delle presenze all’interno della sala, budget, bilanci food cost per dare successo anche agli imprenditori che investono in questo mondo che al giorno d’oggi è divenuto una fabbrica dove occorre offrire sempre il meglio per poter avere un ritorno di successi. Occorre oggi essere preparati ad ogni evenienza e a Casa Sanremo, ad esempio, capitano circostanze da affrontare certamente non previste come un buffet per 400 persone che improvvisamente viene programmato oltre i 240 pranzi che giornaliermente serviamo agli ospiti, ma anche altri momenti, come il cantante che ha necessità di venire a pranzare alle 15 piuttosto che alle 23 o alle 24, o ancora come questa notte alle 3 che hanno voluto cenare gustando pizze, Coca Cola e birra, questo ha dimostrazione che è importante organizzarsi, avere molta molta pazienza e mettere in pratica quello che è il nostro lavoro”. Il successo della ristorazione, che la Regione Liguria, negli spazi di Casa Sanremo attraverso Russolillo ha organizzato al fine di accogliere al meglio l’élite dei personaggi presenti nella cittadina ligure per la 70° edizione del Festival oltre ad essere evidente ai nostri occhi, ci è stato confermato anche dallo chef Antonio Guacci che con il maestro Fofò ed altri artefici ne costituiscono l’ascesa anche rispetto agli anni precedenti. Guacci ci ha detto: “la mia passione per la cucina è nata da giovane età, quando andavo a mangiare dalla nonna e gustavo il sapore del ragù un classico della cucina campana. Vengo da Avellino ed anche io, come Cammisa, ho conseguito il diploma all’Istituto Alberghiero Manlio RossiDoria di Montoro (Avellino), e lavoro al Mulino della Signora a Sturno. All’età di 14 anni ho cominciato ad esercitare questo mio lavoro vicino casa, compiuti i 19 anni sono partito per nuove ed interessanti esperienze di lavoro anche all’estero e con percorsi anche all’Accademia del Grande Gualtiero Marchesi, un mio riferimento per i consigli ricevuti, che unisco anche a quelli appresi sulla cucina di Paul Bocuse il fondatore del 20esimo secolo della cucina. Ho avuto la fortuna di lavorare alla Corte del ristorante del Maestro Enrico Bartolini a Milano, poi molte altre esperienze in ristoranti stellati e poi ultimamente prima dell’attuale sede di Sturno, ho lavorato in penisola sorrentina a “L’Antica Trattoria” dove per quattro anni ho contribuito ad offrire ai clienti di Aldo e Luca D’Oria, rispettivamente padre e figlio titolari della stupenda, accogliente ed elegante struttura al centro di Sorrento, quei gusti che sapientemente ho imparato a creare. Il mio segreto è il riproporre la storicità dei nostri piatti, elaborati con materie prime di grande eccellenza e con qualche piccola rivisitazione che il cliente gradisce soprattutto nella presentazione del piatto, senza mai stravolgerne la storicità.  Ora al Mulino della Signora, io, il mio secondo ed il pasticciere, insieme alla brigata ed al maître stiamo portando avanti bei successi, portando risultati eccellenti all’azienda per la quale lavoriamo, e la vetrina che ci è stata offerta da Casa Sanremo riteniamo che sia un bel momento per dimostrare il nostro grande impegno nella ottima ristorazione italiana dove la nostra cucina risulta essere la migliore del mondo, come affermato da  Günther Karl Fuchs su Papille Vagabonde e riportato da “Il fatto alimentare”. Ma a Casa Sanremo di questa 70esima edizione Gaetano Galeotafiore che cura per Russolillo, insieme ai sui già storici e validi collaboratori come Fofò Ferriere, l’interra area ristorativa si è distinto con il suo impegno nella ristorazione, oltre che con il suo marchio di ‘Sapori di Napoli’ che propone i gustosi elementi della friggitoria napoletana, anche con una bella squadra di pizzaioli. Gli oltre 50 pizzaioli messi insieme da Galeotafiore con una unione di intenti come Gaetano Carponi, Giovanni Ostetrico, Fabio Maddaluno, Domenico Cascella ed altri portati nella città dei fiori che hanno come obiettivo, il far gustare ottime pizze napoletane, quelle tradizionali fatte dai pizzaioli che conservano le tradizioni di quell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, recentemente riconosciuta dall’Unesco come bene immateriale dell’Umanità che in questo caso della pizza va ad unirsi all’altro riconoscimento Unesco dei prodotti della Dieta Mediterranea che la pizza napoletana vanta come farcitura. Galeotafiore, nell’intervista concessaci si è dimostrato entusiasto di questa esperienza anche per quella passione che nutre per la cucina ed i prodotti che con la sua azienda realizza affermando che: “la prima cosa che ho portato a Sanremo è ‘Il ragù che pensa’ perchè è qualcosa che si sta diffondendo sempre più fra tutti coloro che lo provano. Per molti di noi napoletani un ragù solo dai sapori tradizionali delle nonne come suol dirsi, quello che mio padre, appassionato di cucina, faceva pippiare per 14/16 ore, con una fase di riposo, proprio come avveniva una volta che si iniziava a cucinarlo alle ore 15 e poi la passione per il buono portava ad alzarsi alle 4 del mattino per riprenderne la cottura. Questo ragù, conserva la tradizione dei quattro tipi di carne per realizzarlo: gallinella, pancetta di maiale, locena di manzo e muscolo e come tradizione non può condire un qualsiasi formato di pasta, ma va necessariamente abbinato a maccarune come la candela spezzata di Gragnano. Quindi ricapitolando ho portato a Sanremo oltre alla mia azienda dal marchio ‘Sapori di Napoli’, anche quello che propongo nelle mie due strutture ristorative che ho in Campania, compresa la pizza ed il supporto ai ragazzi del Mulino della Signora. Un bel lavoro questo di Casa Sanremo che mi da la soddisfazione di essere partecipe dei risultati che sta ottenendo ad una squadra di successo dando a patron Russolillo quei risultati che merita per la sua grande imprenditorialità, ma soprattutto per la passione e l’impegno che nutre e mette in opera per realizzare questo momento con il cuore e l’anima di offrire un valido contributo alla bella immagine dell’Italia e degli italiani come ieri sera che abbiamo avuto gli apprezzamenti da Morgan, che ribadendo la sua passione per la pizza, ha ritenuto quella che gli abbiamo servito, veramente eccezionale. Altro eccellente punto d’incontro per quanto riguarda il food & beverage è stato, come ormai da anni, realizzato ad opera della Fipe, nella Casa SIAE, dall’Aibes (Associazione Italiana Barmen e Sotenitori) sezione Sanremo. I capo barmen della sezione Sanremo, che è l’unica a non essere regionale come le atre che questa associazione vanta in tutte le regioni dello Stivale, ha offerto di continuo agli ospiti della casa con il suo open bar, drink realizzati con prodotti di sponsor come Redbull, Bonaventura Maschio ed altri insieme a bevande varie. Il tutto in modo esemplare come in pochi sanno e possono offrirlo per entusiasmare i loro clienti ed anche mettendo in loro un sorriso in più attraverso il veterano socio Alessandro Barbieri che con i sui giochini di prestigio, le sue battutine, le barzellette da lui raccontate, ha magicamente coinvolto tutti. A rappresentare l’intero gruppo dell’Aibes a Sanremo c’era anche il consigliere nazionale del sodalizio, Stefano Gardani, il fiduciario di questa sezione Giuseppe Giordano, ed ancora i soci Lorenzo Verdecchia, Ambrogio Fazio e Micaela Contini.

Giuseppe De Girolamo