Lidl, la campagna non si ferma: iniziano le proteste

 

 

COMUNICATO STAMPA

Lidl, la campagna non si ferma: iniziano le proteste

Manifestazione di Animal Equality Italia ed Essere Animali a Milano e Bologna per chiedere all’azienda di adottare una policy che punti ad affrontare e risolvere le gravi problematiche dei polli allevati nelle loro filiere.

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Milano, 29/11/2022 – Non si ferma l’iniziativa europea di sensibilizzazione rivolta al colosso della grande distribuzione Lidl e, come già accaduto in diversi paesi europei, anche in Italia le proteste arrivano davanti ai supermercati. Sabato 26 novembre, le organizzazioni Animal Equality Italia ed Essere Animali hanno manifestato davanti a diversi punti vendita Lidl a Milano e Bologna, informando le persone delle sofferenze a cui sono esposti i polli allevati per la produzione di carne.

La campagna #LidlChickenScandal, lanciata lo scorso ottobre dalla Open Wing Alliance con l’adesione di oltre 20 ONG in tutta Europa, chiede a Lidl di sottoscrivere lo European Chicken Commitment (ECC), una serie di criteri minimi di benessere animale formulati per ridurre la sofferenza dei polli tramite l’adozione di politiche aziendali che affrontano le principali criticità di allevamento.

Oltre 150 mila firme sono state già raccolte attraverso una petizione. Secondo le ONG, un eventuale impegno di Lidl avrebbe un impatto positivo nei confronti di milioni di animali, essendo l’azienda uno degli attori principali della grande distribuzione organizzata, con una presenza in 32 Paesi nel mondo e 12 mila punti vendita, 700 solo in Italia.

Oltre 300 aziende in tutta Europa hanno già sottoscritto l’ECC, tra queste in Italia si annoverano Carrefour, Cortilia, Eataly e Fileni. Queste adesioni mostrano come i cambiamenti richiesti siano attuabili, oltre che in linea con le aspettative dei consumatori, che chiedono sempre di più un allevamento sostenibile e attento al benessere degli animali.

“Informiamo i clienti di Lidl della responsabilità che ha l’azienda per migliorare le condizioni dei polli allevati dai loro fornitori. Siamo risoluti ad ottenere da Lidl un impegno concreto, le condizioni di allevamento attuali sono inaccettabili”, commentano le organizzazioni Animal Equality Italia ed Essere Animali.

I polli allevati per la produzione di carne appartengono a razze selezionate geneticamente per raggiungere il peso di macellazione in pochissime settimane. A causa di questa selezione, gli animali sono più soggetti a un’elevata incidenza di problemi muscolari, scheletrici e cardiovascolari e possono soffrire di alcuni disturbi che possono riflettersi anche in un peggioramento della qualità della carne, come nel caso del white-striping, un problema comporta un peggioramento del valore nutrizionale del petto di pollo per l’aumento della percentuale di grassi rispetto a quella di proteine.

Inoltre, negli allevamenti la densità degli animali può arrivare anche a toccare i 20 polli per metro quadrato, una situazione che determina la riduzione dell’attività locomotoria e l’impossibilità di soddisfare le proprie esigenze comportamentali, oltre a contribuire a un peggioramento generale delle condizioni ambientali dei capannoni in cui sono allevati gli animali.

“Di fronte a queste gravi problematiche, Lidl dovrebbe impegnarsi a implementare standard più elevati per i polli allevati dai loro fornitori, rispondendo alle richieste dei consumatori e garantendo prodotti più sostenibili.”, concludono le organizzazioni Animal Equality Italia ed Essere Animali.

Animal Equality 

Animal Equality è un’organizzazione internazionale che lavora con la società, i governi e le aziende per porre fine alla crudeltà verso gli animali d’allevamento. Animal Equality ha uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Italia, Spagna, Messico, Brasile e India.

Essere Animali

Essere Animali esiste per costruire una società che riconosca diritti agli animali, lasciandoli liberi di soddisfare i propri interessi. Lavoriamo per porre fine agli allevamenti intensivi e promuovere il passaggio a un sistema alimentare che non preveda il consumo di prodotti animali.