LUIGI SANTINI : La tutela della salute è una priorità.

 

La tutela della salute è una priorità

 

L’orizzonte del Paese, in questo inizio di anno,  è tutt’altro che roseo. Al contrario sono molteplici i segnali che destano fondate preoccupazioni. Il perdurare della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina crea una serie di difficoltà economiche che – partendo dall’aumento del costo dell’energia – provoca aumenti a cascata, dal preoccupante aumento dell’inflazione, fino ai prezzi dei generi alimentari.

Ad un quadro economico-sociale già turbolento si aggiunge il pericolo che dalla Cina – attualmente in piena pandemia da Covid-19 – possa dilagare nuovamente un contagio da virus “mutato” con conseguenze che sarebbero disastrose, a livello planetario, facendo risorgere lo spettro del lock down con le conseguenze che si possono immaginare.

Accanto a questi problemi internazionali che ricadono e possono ricadere sul nostro paese, esistono quelli più strettamente legati alla situazione interna. Il Governo ha varato una finanziaria fortemente condizionata dall’esigenza (quasi una sorta di obbligo) di contenere la spesa energetica. E ciò ha significato emanare provvedimenti finalizzati a limitare la spesa per le bollette di luce e gas, sia per le famiglie che per le imprese

Per tale motivo ancora una volta è stata penalizzata la spesa sanitaria che era stata già ridotta dai precedenti Governi. Nel valutare le scelte compiute negli anni scorsi occorre tenere presente che la spesa sanitaria negli ultimi tre anni era stata rivolta a contenere la pandemia, con interventi mirati a conseguire, contemporaneamente, gli obiettivi di limitare il diffondersi dei contagi e di procedere ad una massiccia vaccinazione della popolazione. Tutto ciò ha ritardato la possibilità di cura per pazienti acuti (infarto e/o ictus) e cronici (tumori) costretti a sottostare a lunghe liste di attesa. Le conseguenze, ovviamente, si sono fatte sentire, sia sotto il profilo del numero dei decessi, sia sotto quello della cura dei pazienti dell’aggravamento delle condizioni di salute dei malati cronici.

Da questa finanziaria era ragionevole attendersi un cospicuo potenziamento delle risorse finanziarie da destinare alla sanità pubblica. Sotto due distinti, ma convergenti aspetti: incrementare la possibilità di cura per tutte le patologie (almeno quelle gravi), e mantenere l’allerta nei riguardi di possibili nuovi episodi pandemici.

Purtroppo tutto ciò non è stato possibile perché, da una parte, il margine di azione era realmente limitato sotto il profilo delle risorse finanziarie, dall’altra,                          perché il Governo ha dovuto mantenere gli equilibri politici tra i partiti della maggioranza.

Sulla base di queste considerazioni cosa potremmo sperare sul piano strettamente locale per quanto attiene alla sanità pubblica? Siamo convinti che se ci fosse un maggiore impulso sulla organizzazione della medicina territoriale e una maggiore organizzazione dei pronto soccorso a livello Regionale si potrebbe migliorare molto la qualità dei servizi della sanità. Con il potenziamento della medicina territoriale si otterrebbe un maggiore filtro, così da non affollare indiscriminatamente gli ospedali che potrebbero svolgere la propria attività senza affanno. Ciò, peraltro, potrebbe far sperare nella diminuzione di scene di violenza contro il personale medico e paramedico.

Altra speranza sarebbe l’aumento o il potenziamento dei pronto soccorso degli ospedali, nei quali vi è una cronica carenza di personale, sottoposto ad uno stress psicofisico da turni massacranti. Per tali motivi si assiste da qualche tempo la dimissione di medici dal sistema sanitario nazionale verso strutture private o accreditate. Un fenomeno preoccupante sul piano sociale e desolante sul piano etico.

La speranza per il nuovo anno è che si riesca ad arginare questo deterioramento dei servizi sanitari e si avvii il rilancio del sistema sanitario nel suo complesso in modo da poter rispondere alla domanda di salute da parte della collettività.

 

Prof. Luigi Santini

Emerito di Chirurgia Generale