MANZO; VIVI NAPOLETANO PER VIVERE MEGLIO

 

 

MANZO; VIVI NAPOLETANO PER VIVERE MEGLIO

Per la rinascita di Partenope. Il carismatico presidente della Bcc Banca di Credito Cooperativo partenopea Amedeo Manzo –   – ha lanciato da tempo il brand “Vivi Napoletano” per incitare il troppo spesso rassegnato popolo partenopeo a riscoprire l’orgoglio di appartenere a una città unica al mondo, a un territorio speciale, alla millenaria Campania Felix.

Presidente, la BCC di Napoli è diventata un punto di riferimento cruciale per  il progresso economico della città di Napoli: che messaggio contiene questo brand?

 “Il claim #VIVI- NAPOLETANO è un incentivo a seguire uno stile di vita incentrato sulle proprie origini, sulla città e sulla sua storia millenaria: come presidente della Bcc io ho voluto puntare sulla gente di questa terra, sullo straordinario popolo napoletano pieno di risorse (che, a volte, non sa di possedere) e che, invece, vanno valorizzate con il giusto sostegno economico che consenta di rifiorire a donne, giovani, piccole e medie imprese”.

 Quindi lei continua a credere nel sogno che l’ha portata a creare questa banca nel capoluogo?

“Sì, ci credo fermamente: bisogna essere tutti convinti della grandiosità di questa terra come lo sono io, pronto a scommettere su Napoli e sui napoletani. La ripresa della città e delle sue tradizioni di altissima artigianalità, la custodia della sua singolare e inimitabile filosofia, la protezione dei suoi talenti autoctoni trova in noi della Bcc – Presidenza e Consiglio Direttivo in testa –  un supporto reale e fattivo: bisogna vivere, mangiare, produrre, consumare Napoletano per dare alla città la spinta giusta per uscire dall’impasse finanziaria. Come Banca, noi raccogliamo e investiamo sul territorio per alimentare il PIL e combattere la crisi: investiamo sui giovani e sulle famiglie, promuovendo start up e sostenendo imprese di piccole e media portata, quelle a cui i grandi istituti di credito non badano, a cui non danno importanza, a cui negano opportunità di sviluppo. Noi vogliamo far crescere la città, rendere fiorenti le sue attività e redditizi i suoi affari: non a caso, l’art. 2 dello statuto di BCC Napoli rimarca la centralità della persona, dei soci e dei clienti che sono la nostra linfa vitale.”

Qual è, a suo avviso, la differenza sostanziale fra la Bcc e le altre banche?

“Rispetto ad altri istituti di credito, noi prestiamo attenzione a idee e progetti da cui possono derivare nuovi posti di lavoro e  redditi, ponendoci di fronte ai nostri interlocutori e ASCOLTANDOLI: i napoletani sono ben accolti nella nostra banca, le nuove generazioni possono avvicinarci con il loro portato di creatività ed entusiasmo, certi di ricevere attenzione e fiducia. D’altronde, i nostri risultati aziendali non sono solo merito della banca, ma anche dei soci e dei clienti che hanno scelto di affidarci i loro risparmi sotto il profilo dei depositi, scegliendoci come migliore opportunità fra ciò che offre il settore bancario: a nostra volta noi investiamo sul territorio e lo slogan “Vivi Napoletano” ne è una dimostrazione lampante.”

 Quali sono gli investimenti fatti in città di cui è più orgoglioso?

.”In questi primi dieci anni siamo stati presenti in tantissime imprese a sfondo sociale, come la Casa di Tonia voluta dal cardinale Sepe,  l’Istituto universitario Ipe, l’Acquachiara di Franco e Pino Porzio; abbiamo dato aiuti a Scampia con l’acquisto di computers per una scuola  devastata e con contributi alla palestra Star Judo, associazione sportiva di Gianni Maddaloni. Abbiamo attribuito borse di studio per i ragazzi bisognosi, sponsorizzato la squadra di serie A di pallanuoto e sostenuto il progetto “Una banca con Napoli nel cuore” con la donazione a favore della fondazione Santobono- Pausillipon di 50mila euro per l’acquisto di Alter G, un macchinario per la riabilitazione di bambini affetti da grave forma di obesità e per il postoperatorio ortopedico e neurologico che aiuterà nei percorsi di riabilitazione tantissimi pazienti dell’Ospedale Santobono di Napoli.”

 ADA  VITTORIA  BALDI