MAR – Museo Archeologico Romano di Positano Villa Romana e Cripta Medioevale

 

 

MAR – Museo Archeologico Romano di Positano

Villa Romana e Cripta Medioevale

 

 

 

Sono le 14,30 del 18 agosto 2021, nonostante il caldo, siamo puntuali all’ingresso del Museo Archeologico Romano di Positano.

La nostra guida, la dottoressa Giovanna Tedesco del MAR, si presenta e comincia ad introdurci a quella che sarà la visita della Villa Romana di Poseides e della Cripta Medioevale.

 

La Villa Romana di Positano

Già dal I° sec. a.C. l’elite romana aveva scelto le coste del Golfo di Napoli e la Penisola Sorrentina per edificare residenze di lusso ove trascorrere periodi di riposo in completo ozio, godere di splendidi giardini ed ambienti riccamente affrescati, di un panorama mozzafiato ed un microclima salubre.

Era la metà del I° sec. a.C. e nella Villa di Poseides fervevano i lavori di restauro per i danni causati del terremoto del ’62, veniva riproposta una nuova veste agli ambienti di rappresentanza, come testimoniato dal lussuoso triclinium trovato nella cripta; le pareti sono ricoperte da motivi del quarto stile pompeiano e con architetture a più piani, a testimonianza un impalcato interno predisposto per i lavori, una sega ed altri attrezzi.

Nonostante fosse distante circa 20 Km in linea d’aria dal Vesuvio ed i Monti Lattari facessero da barriera, questa lussuosissima villa fu raggiunta dalla colonna eruttiva che distrusse Pompei nel 79 d.C.  La colata vulcanoclastica coprì tutto di pomici e ceneri che, in breve tempo e grazie a piogge copiose, diventarono un mare di fango che presto si indurì trasformandosi in una sorta di tufo duro. I tetti spioventi della villa fecero scivolare all’esterno buona parte delle pomici, ma valanghe di fango invasero la villa. Le colonne di stucco del portico furono abbattute e trascinate all’interno del triclinio, mentre il materiale ligneo del soffitto, dei tramezzi e le impalcature dei restauri in corso si accumulava contro la parete nord; questi materiali hanno protetto i resti di un armadio che conservava vasellame in bronzo. La parte mediana della parete ad est venne spostata di circa 40 cm. verso valle, come testimoniato da un’ampia frattura che manifesta inequivocabilmente la forza dell’evento.

La conservazione e la qualità degli affreschi, la ricchezza della scenografia architettonica di tutto l’impianto sono eccezionali, magnifico l’esemplare di cornice che si può apprezzare (pare sia l’unico rimasto dall’eruzione del 79 d.C.).

La Cripta Superiore

La struttura ipogea consta di due spazi longitudinali, il maggiore di forma rettangolare e con volta a botte ribassata ed abside si collega ad una sala quadrangolare.

Lungo il perimetro della sala principale e sotto il quale è stata trovata la Villa Romana, sono allocati 69 sedili in muratura per l’essiccazione dei defunti, unico esemplare ritrovato in costiera amalfitana. Molto semplici sono le vasche di sepoltura collocate lungo il corridoio adiacente.

Particolare è l’allocazione su più livelli sovrapposti dei sedili-colatoio privi di finiture e la presenza di un profondo pozzo sito al centro del pavimento.

 

Una visita interessantissima che assolutamente ci sentiamo di consigliare a chi progetta un passeggiata in costiera e, nel contempo, un ringraziamento sentito alla nostra guida, la dottoressa Giovanna Tedesco che, con grande competenza e professionalità, ma anche con tanta partecipazione e passione  ci ha accompagnato per tutto il percorso.

 

Orazio Marcello PUCCIARELLI