MASSIMO ARGENTIERE: HO NAPOLI NEL CUORE

MASSIMO ARGENTIERE: HO NAPOLI NEL CUORE

Il cuore di Napoli. Letteralmente, l’orafo Massimo Argentiere è l’espressione del cuore di Partenope poiché vive e lavora a Spaccanapoli, nel punto nevralgico della città – che può esserne definito il cuore – e ha ideato il Cuore Sacro per Dolce & Gabbana, portando nel mondo le immagini sacre della terra della magnifica sirena.

Massimo, lei è un creatore artigianale di eccellenze Made in Napoli, nel settore orafo e dell’alta Gioielleria, accessori, abbigliamento e moda che portano la sua profonda fede religiosa per le strade della città: ce ne vuole parlare?

“ Sì, da tempo ho affiancato alla produzione orafa, le magliette e le mascherine con i marchi registrati “Sacrocuorenapoletano”, “Staisciolt”, “Defend Napoli”, “San Gennaro” e l’ormai famosissima ‘C’a Maronna t’accumpagna”,  frase tradizionale abitualmente usata dall’ arcivescovo Crescenzio Sepe a chiusura dei suoi discorsi perchè sono un fervente cattolico, molto attaccato alla tradizione napoletana e alla sacralità delle sue figure: trovo che il trascendentale sia ovunque e che si possa respirarlo a ogni passo.”.

Perché rivolgersi per l’ispirazione creativa proprio a dei soggetti sacri?

“Ho voluto solo  lanciare un messaggio di pace, di amore e di profonda cristianità attraverso la “comunicazione integrata” dei miei prodotti,  per dimostrare come la presenza del divino si celi in ogni occasione e possa essere punto centrale del nostro vivere quotidiano. Ecco perché amo vedere addosso ai giovani e – perché no? –anche a gente di tutte le età, le mie tshirt e mascherine che inneggiano alla sacralità, con la teca del sangue di San Gennaro visibilmente sciolto, con l’immagine del Santo che sfreccia nei cieli napoletani come un supereroe per difendere la sua amata città o con il motto della tradizione partenopea “c’a Maronna t’accumpagna” un affettuoso saluto, una locuzione tipica della nostra terra per augurare buon cammino, un modo spiritoso di tenere la religione sempre vicino a noi”.

Si sa che esiste un legame fortissimo tra il napoletano e il culto religioso: non a caso siamo nell’unica città al mondo in cui un intero popolo ha stipulato un patto notarile con un Santo, per ottenerne la protezione: è la devozione a suggerirle questo concept di raccomandarsi alle entità divine?

“Non posso negarlo, sono religioso e tratto la materia sacra con molto rispetto: noi viviamo in un’atmosfera ad essa dedicata poiché mia moglie Tiziana D’auria è un’artista molto nota che crea bellissime figure presepiali , trasportando come me un’impronta mistica nel campo lavorativo. D’altronde a Napoli, dovunque vai, trovi immagini sacre e non solo nelle chiese che pure sono tante e bellissime: basta girare un angolo di un muro per scorgere un crocefisso, affacciarsi in un vicolo per vedere una cappella votiva alla Madonna, inoltrarsi nelle stradine del centro storico per ammirare altarini al Patrono, sbirciare nelle auto per vedere figure del Volto Santo, a testimonianza del vincolo sanguigno fra sacro e profano che unisce tutti i napoletani e che appartiene al linguaggio quotidiano come evidenziano tanti modi di dire.”

 Oltre al mondo divino, quali altri soggetti ispirano la sua produzione?

“Il simbolo del mio brand è una corona e quindi amo riprodurre immagini di qualità: ho recentemente sponsorizzato a Villa Diamante un bellissimo evento del creativo Fabio Palazzi per il lancio della vodka Vdm di Vincenzo De Martino che ha come logo un’aquila dalle ali d’oro, il simbolo della famiglia De Martino. Non escludo una futura produzione di ciondoli e magliette con questa immagine: mi piacerebbe proprio iniziare una serie animalier e so già che il gatto sarà una delle figure dominanti, perché amo gli animali e perché il gatto presso gli antichi Egizi era una divinità…!”

LAURA   CAICO