PIZZA MADRE: IL RACCONTO DI UNA MOMENTANEA BATTUTA D’ARRESTO

Napoli, meravigliosa sotto il sole di Luglio che mette in risalto tutte le sue bellezze e le storie di chi la vive.

Oggi i raggi dell’astro più lucente dell’universo si sono posati sul racconto dei titolari del PIZZA MADRE, uno dei locali più particolari e rappresentativi della città di Partenope, dove chiunque ne abbia varcato la soglia ha avuto l’opportunità di vivere un vero e proprio viaggio nel gusto e nel simbolismo delle tradizioni del Sud.

Questa mattina camminavo per via Verdi quando, ad un tratto, il mio sguardo viene curiosamente attratto dalle sagome di due persone sedute sulle panchette di velluto bordeaux poste ai lati dell’ingresso del Pizza Madre. Li riconosco subito, sono i titolari del locale che nell’istante di un’occhiata fugace sembravano assorti nell’attesa di qualcosa. Colpita da quel rumoroso silenzio nei loro sguardi e, vedendo il locale privo del solito fermento provocato dagli effervescenti e calorosi dipendenti ed animato ad ogni ora da turisti e dall’affezionata clientela, li saluto e chiedo loro cosa sia successo. Con un sorriso ironico entrambi mi guardano e mi lasciano intendere che quella mia richiesta aveva battuto su una nota dolente. A rispondermi per primo è Salvatore Di Matteo, il noto pizzaiolo dagli impasti super ricercati, il quale mi precisa che la momentanea chiusura dell’attività è dovuta ad una comunicazione di sospensione temporanea dell’attività stessa, ricevuta da parte delle autorità competenti, che cesserà al conseguimento dell’attestazione di conformità dei luoghi.

 «Vista l’immancabile voce non veritiera messa in circolazione dalle malelingue, ci tengo a precisare che la chiusura non è dovuta ad una disposizione dell’ASL! È uno di quei “doni” inattesi – asserisce ironico Salvatore Di Matteo – che ti arrivano all’improvviso quando meno te l’aspetti.  Un evento per noi assolutamente inimmaginabile in quanto i documenti in nostro possesso non avevano dato modo di far prevedere una cosa simile ai tecnici che hanno curato tutta la questione relativa all’apertura dell’attività. A seguito di ricerche effettuate da parte dell’amministrazione partenopea, soltanto dopo un anno ci veniva comunicato che la documentazione presentata era priva di alcuni atti che, se fossero stati in nostro possesso, ci avrebbero messo in condizione di sanare il problema, lasciato dai vecchi inquilini e mai comunicato ai proprietari dell’immobile, già nei mesi precedenti all’apertura avvenuta nel Giugno dello scorso anno.» Ascoltando le parole di Salvatore leggo nei suoi occhi l’impazienza di chi, non essendo abituato a restare obbligatoriamente fermo, vola col suo pensiero verso il giorno in cui i 2 forni a forma di Vesuvio di color oro brillante ritorneranno ad ardere ed a sfornare pizze.

 «Siamo in fibrillazione dallo scorso 8 Aprile, giorno in cui ci hanno comunicato di dover temporaneamente sospendere l’attività.»  Interviene così Shara (Sarah Ancarola), cantautrice e compagna di vita di Salvatore Di Matteo, che ha curato l’intero concept del Pizza Madre ed il suo singolare design.  «La cosa più devastante è stata quella di dover comunicare l’increscioso imprevisto ai 22 dipendenti che insieme a noi hanno dato anima e vita a questo progetto in cui hanno da subito creduto. Per garantire loro un sostegno economico abbiamo dovuto licenziarli attraverso gli strumenti messi a disposizione dallo Stato assicurando loro la riassunzione con un accordo d’intenti sottoscritto in collaborazione con un sindacato. Il Pizza Madre è nato in un momento davvero difficile visto quanto accaduto negli ultimi due anni a livello globale e sia io che Salvatore siamo stati orgogliosi di quanto abbiamo costruito dal momento in cui abbiamo messo piede per la prima volta in questo locale fino ad oggi. Il nostro coraggio ci è stato riconosciuto da tutti, credere nella realizzazione di un’impresa nel bel mezzo di una pandemia può essere solo sinonimo di profondo amore verso i propri sogni o pura follia! Le persone ci hanno scelto da subito per quello che abbiamo trasmesso, dalla pizza, alla cucina fino al caffè, serviti da uno staff dal forte temperamento familiare in un locale che, unico nel suo genere, ha incuriosito turisti e cittadini partenopei.»

Raccolte le intense dichiarazioni dei due titolari del Pizza Madre ho fortemente sentito la necessità di mettere la loro storia nero su bianco al fine di dar loro voce, fare chiarezza e porre una luce in più su questo locale che merita di ritornare ad essere al più presto luogo di convivialità, ristoro ed accoglienza per l’intera città. Shara e Salvatore, profondamente fiduciosi nel giusto operato delle istituzioni, mi salutano calorosamente invitandomi a ritornare il giorno della riapertura che ormai è alle porte. Nel frattempo sarà possibile gustare la pizza di Salvatore al Bufala Fest che si terrà sul lungomare di Napoli dal 9 al 17 Luglio.

Antonella Di Domenico

 

 

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