SALLY MONETTI RICORDA IL PADRE EDDY 

 

SALLY MONETTI RICORDA IL PADRE EDDY
DI Laura Caico
Uno stilista itinerante. Salvatore Monetti (per tutti Sally) percorre continuamente lo stivale del Bel Paese da nord a sud spezzando la settimana in tre tranches per seguire l’attività dei suoi negozi dall’inconfondibile brand “Eddy Monetti”: la sua anima è divisa fra Milano dove abita con la moglie Stefania e la figlia Iolanda, Roma dove lavora il figlio Eduardo e Napoli dove vivono la madre Iolanda e la sorella Assia con i figli Roberta e Domenico che l’affiancano nel negozio Monetti Donna a piazzetta Santa Caterina. Un tour affettivo oltre che professionale che gli consente di mantenere saldi i legami familiari e seguire personalmente lo sviluppo delle linee, la produzione e la vendita di via Borgognona 36 nella capitale, dello showroom in Via S. Pietro All’Orto 22 nel capoluogo meneghino, in via dei Mille 45 in terra di Partenope, ovvero il business a 360°.
Sally che ricordo ha di suo padre?
“E ‘stato il mio modello, un esempio di vita e di dedizione al lavoro: lui era eclettico, un giornalista e un poeta, scriveva sui giornali come il quotidiano Roma del comandante Lauro, il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, amava la musica, componeva canzoni, anticipava i trend, fiutava il vento della moda. Dalla sua sensibilità artistica – oltre all’amore per la moda – io ho mutuato l’inclinazione verso la musica poiché anch’io scrivo canzoni e alcune mie composizioni sono andate a Sanremo, sono state cantate da Anna Oxa, Gigi Finizio, Monica Sarnelli: ho collaborato anche con un autore bravissimo e molto importante, Bruno Lanza, davvero una bellissima penna. Certo non ho mai scritto niente sui giornali… anche se prima o poi mi piacerà scrivere qualche cosa perché penso che, a volte, quando ci si vuole approfondire con se’stessi la cosa più bella sia la scrittura per riversare i propri pensieri nero su bianco e guardarli fuori da noi.”
Ha qualche rimpianto verso suo padre? Qualcosa che non ha fatto?
“Avrei voluto dirgli tante cose che non gli ho detto perché quando si è molto giovani si tende a chiudersi nel proprio mondo e si è meno aperti nei confronti di una persona che ti ha generato: questo vale anche per mia madre per cui – adesso che sono un po’ più grande – cerco di farlo spesso, però non è mai abbastanza.”
C’è un fil rouge che lega il nome Monetti alla moda?
“Sì, è una tradizione di famiglia: viviamo la moda come faceva mio padre, creando modelli, presentando collezioni, organizzando sfilate, nel solco di una consuetudine secolare iniziata nel 1887 a Napoli quando il mio bisnonno Eduardo aprì il suo negozio di cappelli in via Toledo, a pochi passi da Palazzo Reale, riscuotendo il consenso di tutti gli aristocratici e bon vivant. Dopo il primo conflitto mondiale il figlio Salvatore (mio nonno) effettuò il “cambio di passo” debuttando nella sartoria ‘su misura’ per poter accompagnare i cilindri e i Borsalino con abiti degni di cotali accessori. Il tocco di classe avvinse la città, facendo la sua fortuna grazie agli ordini che fioccavano: la Seconda guerra mondiale, però, spezzò il sogno perché i bombardamenti bruciarono l’atelier, i macchinari, i ricercatissimi tessuti, lasciando solo macerie. Mio nonno non si arrese alla sfortuna e con la testardaggine che contraddistingue la nostra famiglia riprese il lavoro affiancato da mio padre Eddy e il successo tornò ad arridere al marchio Monetti per cui andavano pazzi i divi di Cinecittà e quelli di Hollywood che atterravano nella capitale all’epoca della Dolce Vita.”
Quali sono le tendenze della sua linea estiva?
“Questa estate puntiamo sempre sul colore e sullo stile classico: abbiamo una collezione con 10 nuances di blu, un colore che è sempre perfetto per l’uomo, abbinato al bianco, con le varie sfumature che ne derivano.”
Lei, con la sua famiglia, ha raccolto il testimone di Eddy, proseguendo l’attività nel campo del fashion: come siete organizzati?
“Proprio in questo periodo tutti gli stilisti Uomo cominciano a presentare le loro anteprime: noi lanceremo la nostra collezione la settimana prossima a Milano dove verranno dei buyer stranieri a vederla, qualcuno ad acquistarla per i negozi all’estero. Anche se vendiamo tanto online non abbiamo negozi privati all’estero ma concediamo il nostro brand ad alcune esclusive catene di abbigliamento maschile elegante, dove i clienti stranieri possono trovare qualche nostro prodotto. Pertanto, abbiamo punti vendita negli Stati Uniti, in Cina, Qatar e Kuwait e nostri corners in Giappone, Russia, Inghilterra, Spagna.”
Quindi musica e moda, un connubio vincente, una passione inestinguibile che le ha tramandato suo padre: saprebbe definirlo in tre aggettivi?
“Buono, elegante, geniale!”