SARA LUBRANO: RICOMINCIAMO A VIVERE

SARA LUBRANO: RICOMINCIAMO A VIVERE

 Un’esperienza indimenticabile. L’orafa artigianale Sara Lubrano, dopo la pandemia, ha riaperto il laboratorio orafo in Vico Belledonne a Chiaia 7, in cui opera dal 2010, ripartendo da dove l’arrivo del Coronavirus l’aveva interrotta, ovvero preparando una nuova linea di monili che – come un monito a riappropriarsi della vita – ricalcano i temi della Natura: onde del mare,  alberelli stilizzati, bouquet fioriti, stelle marine, foglie, grappoli d’uva.

Sara, cosa ha significato per lei il fermo attività?

“E’ stato come un incubo: improvvisamente, il mondo si è fermato, sospeso in un silenzio surreale, con le strade vuote, i negozi sbarrati, gli uffici chiusi. Neanche i film più catastrofici ci avevano preparato a tanto, neanche un conflitto mondiale avrebbe potuto raggelare ogni attività – tranne quelle essenziali alla sopravvivenza – quanto questo temibile virus per cui non esiste ancora un vaccino, direi quasi un antidoto, visto che ha avvelenato le nostre vite.”

Saltati matrimoni, eventi e cerimonie per cui lavorava tanto, cosa vuole produrre prossimamente?

“Ho avuto modo di riflettere molto durante l’isolamento e mi sono resa conto che non voglio limitarmi a creare gioielli – che pure sono la mia passione – ma trasmettere ciò che so: vorrei insegnare in un’Accademia, stare vicino ai giovani, istruire degli allievi in questa magnifica arte del gioiello artigianale. Ho pensato che per dei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro possa essere d’ispirazione veder scaturire dalle proprie mani monili realizzati con la tecnica della cera persa, usando esclusivamente materiali pregiati come oro, platino, argento e pietre dure. I bijoux esclusivi sono molto ricercati e sarebbe un peccato non incentivare i giovani designer: prevale indubbiamente il lato romantico in tutto ciò ma occorre anche molta tecnica giacchè si utilizzano lime e specilli, spiritiere, seghetti, frese, carte e altri strumenti per rifinire i metalli forgiati durante il processo di fusione.”

 Quali sono i metalli e i materiali che predilige?

“Adopero pietre preziose, smalti, diverse leghe dell’oro, verde, rosso, rosa e giallo, brone, gli argenti inossidabili, il titanio, i bronzi e pietre preziose e semipreziose: la particolarità del mio lavoro – che è personalizzato sulle clienti – consente di accedere a collezioni con soluzioni intercambiabili,  in modo da poter scegliere pietra e colore in base all’umore e al momento in cui verranno indossati.”

Continuerà a produrre le sue bellissime borse gioiello?

“Sì, ci sono inedite e fantastiche fantasie nelle sete di san Leucio che ho selezionato per il prossimo autunno/inverno: entreranno a far parte dell’ormai celebre collezione Fibula che unisce moda e tradizione, seguendo lo schema che impregna l’identità dei miei gioielli artigianali che fondono antiche lavorazioni e forme nuove di design.”

 Ma è vero che le sue borse possono cambiare forma?

“Sì,  nella collezione Fibula, le borse e le shopper hanno due bottoncini interni che permettono di cambiare la forma trapezoidale di base e ottenere un profilo a “secchiello”: si prestano così ad essere utilizzate in molteplici occasioni, perché la moda è eleganza ma anche praticità, gioco e divertimento. Sono piaciute molto anche alle autorità a cui sono state donate nel corso di una fantastica serata mondana organizzata a Villa Diamante dall’event planner Fabio Palazzi per la vodka Vdm di Vincenzo de Martino, a cui ho partecipato come sponsor per sottolineare la ripresa della nostra vita privata, sociale e professionale.”

Lei imprime emozioni e il segno della sua personalità in ciò che realizza poichè le pietre di diversa natura e colore creano una sinfonia armonica di forme e cromatismi: è questo il segreto del suo successo?

“Io ho scelto questo lavoro perché lo amo ed evidentemente ciò traspare dalle mie creazioni e le rende desiderabili: penso che i gioielli siano un ornamento amato e agognato sin dai tempi più antichi, come testimoniano i preziosissimi reperti e i tesori trovati negli scavi archeologici. Dopo la stretta psicologica della pandemia, ricominciamo a vivere e dobbiamo coccolarci gratificandoci di attenzioni di cui abbiamo dovuto privarci per un periodo che sembrava interminabile: quindi, donare o regalarsi un gioiello o una creazione artigianale totalmente made in Italy è uno dei piaceri della vita a cui, secondo me, non si deve rinunciare”.

LAURA  CAICO