Seconda tappa di “Ventidue” l’iniziativa editoriale promossa dall’Amministrazione Comunale di Procida e dal board esecutivo di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022. Il racconto di un anno irripetibile attraverso i progetti di comunità.

 

 

COMUNICATO STAMPA 

 Seconda tappa di “Ventidue” l’iniziativa editoriale promossa dall’Amministrazione Comunale di Procida e dal board esecutivo di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022. Il racconto di un anno irripetibile attraverso i progetti di comunità. Prossima pubblicazione, mercoledì 22 giugno, alle 20:22.   

Il passato recente di Procida e i suoi molteplici intrecci di storie e di lino, è al centro di “Fili d’ombra, fili di luce” il secondo mockumentary del ciclo “Ventidue” il viaggio nei progetti di comunità, le iniziative sociali e culturali nate nel territorio e parte integrante del programma degli eventi di Capitale Italiana della Cultura 2022, promosso dal Comune di Procida e dal board esecutivo di Procida Capitale Italiana della Cultura a cura di Nuvola TV e Procida TV. Un breve documentario di narrazione, dedicato alla tradizione della produzione e lavorazione del lino a cui erano costretti i detenuti del carcere di Terra Murata – un tempo palazzo nobiliare, poi Residenza Reale e in seguito carcere dal 1810 al 1983 – oggi ribattezzato col nome originario di Palazzo d’Avalos, e riportata in vita dalle associazioni Chiaiolella Borgo Marinaro e Minerva presiedute, rispettivamente, da Maria Iovine e Rachele Lubrano che, nel loro lavoro hanno anche raccolto centinaia di lavori in stoffa e ricami, anche antichi, che verranno esposti in una mostra che si inaugurerà giovedì 23 giugno alle 18:00, allestita fino a dicembre presso i locali storici di Palazzo d’Avalos in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la casa circondariale femminile di Pozzuoli (orari 10:00-13:00 e 16:00-19:00. Ingresso 5€). 

Narratrice e protagonista che ha prestato volto e voce al personaggio che rievoca i tempi in cui i corredi delle spose dell’isola venivano tessuti entro le mura del penitenziario è  Celeste Meglio, operatrice sanitaria e di benessere in ambito oncologico, attrice per passione fin dai suoi esordi nel ’93 con la compagnia “Lazzari Felici” della regista Marianna Ambrosino: « iniziative come questa aiutano un territorio a raccontarsi con le proprie parole, per questo ho deciso di partecipare, appena mi è stato proposto, per amore della mia isola. Non ho vissuto l’epoca del carcere a Procida, ma ne ho sempre sentito parlare ed è giusto ricordare da dove veniamo. Che popolo saremmo senza un passato?».  

 

La pubblicazione è prevista per mercoledì 22 giugno alle 20:22 sul canale Youtube della televisione locale (@procidatv) e a seguire, con cadenza mensile il 22 di ogni mese durante tutto l’anno da Capitale, verranno diffusi i racconti dedicati agli altri progetti di comunità, alternando le proposte volte al recupero di memorie e tradizioni a quelle che, invece, rispondono a nuove istanze ed esigenze della contemporaneità. Percorsi dal basso, nati dalla comunità ispiratrice di questa esperienza straordinaria.