Sostegno del Governo alle scuole paritarie. MOIGE: “Passo importante per tutelare la libertà di scelta e contrastare la disparità economica”

Sostegno del Governo alle scuole paritarie. MOIGE: “Passo importante per tutelare la libertà di scelta e contrastare la disparità economica”

 

Il Governo ha inserito nella Legge di Stabilità un contributo di 70 milioni di euro in favore delle scuole paritarie, che era rimasto in sospeso con il Governo Draghi, più ulteriori 24 milioni per il trasporto degli studenti disabili.

“Questa manovra è un passo importante per l’istruzione in Italia, perché punta a rendere le scuole più inclusive, agevolando gli spostamenti degli studenti con disabilità, e a tutelare la libertà dei genitori di scegliere il migliore istituto per i propri figli. – Commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE, Movimento Italiano Genitori – Del resto, la legge 62/2000, la cosiddetta legge Berlinguer, stabilisce che le scuole paritarie riconosciute svolgono un servizio pubblico, e come tali devono poter essere accessibili a chi lo desidera. Fino ad oggi, però, questo diritto è stato negato alle famiglie più povere. Il maggior sostegno alle scuole paritarie rappresenta, quindi, la tutela del diritto dei genitori a poter scegliere la scuola che preferiscono per il figlio. La scuola pubblica non può essere un’opzione forzata per tutte quelle famiglie a basso reddito, ma deve essere una scelta ponderata e consapevole, così come la paritaria.”

“Tale provvedimento cerca di mettere fine ad una disparità inaccettabile. Inoltre, grazie a questi nuovi finanziamenti economici, vedremo maggiormente tutelato il diritto allo studio degli studenti affetti da disabilità, che, ricordiamolo, sono più di 15mila. Oggi, infatti, questi allievi devono sostenere spese importanti, che includono la retta, le tasse e, in più, il docente di sostegno. Il finanziamento alle paritarie, così osteggiato da alcuni, altri non è che un modo per garantire la libertà di scelta a tutti gli studenti, anche a quelli di famiglie che vivono in povertà o con un reddito medio basso” conclude Affinita.