Suore di santa brigida – eremo camaldoli L’ORDINE DEL SS. SALVATORE DI SANTA BRIGIDA

Suore di santa brigida – eremo camaldoli

L’ORDINE DEL SS. SALVATORE DI SANTA BRIGIDA

 

Il primo monastero dell’Ordine del SS. Salvatore di Santa Brigida fu fondato nel 1369; dal 1375 al 1380 Caterina, figlia di Brigida e prima Abbadessa del monastero, poneva a Roma le basi giuridiche necessarie alla fondazione del nuovo Ordine e riusciva ad ottenere vari privilegi dal Papa.

I monasteri brigidini si diffusero rapidamente in tutta Europa, ma, l’Ordine fondato da S. Brigida, vide un arresto nella sua diffusione ed ebbe un lento declino  nel periodo della riforma.

Nel XX° secolo , Santa Madre Maria Elisabetta Hesselblad diede il via al ripristino dell’Ordine brigidino, equilibrando le esigenze dei tempi moderni alla tradizione brigidina per l’indole contemplativa, la celebrazione solenne della liturgia, l’aspetto apostolico e l’impegno costante all’unità della Chiesa e ad una completa adesione e devozione al Papa.

Questo Ordine, fortemente radicato nell’antico ceppo brigidino, ebbe inizio l’8 settembre 1911 e fu approvato il 2 dicembre 1940 dalla Santa Sede.

 

L’Ordine è presente in 3 continenti, con 50 case e circa 700 religiose.

Eremo dei Camaldoli

I’Eremo dei Camaldoli è un monumentale complesso storico ed artistico che si trova alla sommità della collina dei Camaldoli di Napoli ( 485m. s.l.m.).

Il complesso, durante l’arco della sua storia, è stato soppresso due volte: nel 1807 per volere di Napoleone e nel 1866 per volere dei Savoia. Solo nel 1885, l’eremo ritornò ad essere gestito dai Benedettini Camaldolesi, per poi passare all’attuale gestione delle suore di Santa Brigida.

La struttura fu progettata con caratteristiche tardo-rinascimentali da Domenico Fontana. Il monastero fu fondato da nel 1585 ed un grande arco sovrasta  l’ingresso in pietrarsa dove  è posto lo stemma dei Camaldolesi, da qui l’ingresso della chiesa, costruita sulle rovine dell’antica cappella; di fianco la grande torre campanaria ed un belvedere suddiviso in due aree, una per i monaci e l’altra per i visitatori.

La chiesa è composta da una sola navata e da sei cappelle laterali. L’altare maggiore ed il suo fastoso ciborio furono progettati da Cosimo Fanzago; sulla volta della navata e quella del coro si possono ammirare gli affreschi di Angelo Mozzillo. L’Ultima Cena, allocata sulla porta d’ingresso è di Massimo Stanzione, la Trasfigurazione che è posta alle spalle dell’altare maggiore è attribuita al Barocci; nelle cappelle laterali vi sono opere pittoriche di Agostino Tesauro, Ippolito Borghese, Antiveduto Gramatica, Luigi Rodriguez, Fabrizio Santafede, Giovanni Bernardino Azzolino e Cesare Fracanzano; le sculture in stucco della navata sono del sammartiniano Salvatore Di Franco; la Sala del Capitolo è impreziosita da affreschi e tele di Evangelista Schiano.

Sulla sinistra della struttura religiosa vi sono le sedici celle monastiche, gli orti ed i giardini; rilevanti sono anche la cospicua biblioteca, il refettorio e la foresteria.

Stupenda è la vista che si gode dall’eremo grazie alla posizione ed all’altezza, senza muoversi di un passo, lo sguardo passa dal Vesuvio ai Regi Lagni del casertano, Napoli antica ed il porto, Posillipo, Nisida, Fuorigrotta e tutta l’area flegrea, il litorale che porta a Gaeta. Che spettacolo e che pace!

 

Le suore accolgono tutti i giorni dell’anno, danno ospitalità a chiunque voglia dedicare un piccolo spazio alla spiritualità ed a se stesso, in armonia con l’anima e con la vita.

 

Orazio Marcello Pucciarelli