TEATROI AUGUSTEO : LA PRIMA DI ” COSI PARLO’ BELLAVISTA.

 

Napoli? Città d’amore. 
La risposta a Le Figaro che descrive il capoluogo campano come comune da Terzo Mondo, arriva dal palco del teatro Augusteo, dalla lezione mai antica e mai superata di Luciano De Crescenzo.
I napoletani sono uomini d’amore.
Così Parlò Bellavista, in scena fino al 28 novembre, si rivela sempre di straordinaria attualità.
Per la forza di quei concetti che, portati con leggerezza, contengono la risposta ai dilemmi della vita. E in effetti non ci sarà mai tempo per risolvere il conflitto che si pone sullo sfondo di questa opera essenziale. Quella dicotomia tra amore e libertà che, in fondo in fondo, sottende tutti i rapporti umani. Quella sottile linea di demarcazione tra l’uomo che vive in coppia, abbracciato, che si fa il bagno e l’altro uomo che freddo e frettoloso preferisce, per dirla con De Crescenzo, farsi la doccia alla maniera milanese.
Una lezione, quella del professor Bellavista che, interpretata da  Geppy Gleijeses, che ne ha curato anche la regia, Marisa Laurito e Benedetto Casillo non passerà mai di moda.
Forza di questo adattamento teatrale, la scenografia: lo storico palazzo Dello Spagnuolo, simbolo non solo del cuore di Napoli (ricordiamo che è ubicato nel quartiere Sanità) ma anche, con le sue scalinate in “bellavista” rappresenta gli intrecci della vita e dei pensieri.
Proprio qui, nel cortile del Palazzo, in questa ambientazione firmata da Roberto Crea, si svolge l’intera commedia .
Vi si alterna il piglio deciso di Benedetto Casillo, nei panni di Salvatore, vice portiere; la simpatia di Marisa Laurito e il “professore”, Geppy Gleijeses.  Le musiche sono del Maestro Claudio Mattone. 
E voi? Siete davvero napoletani? Siete uomini d’amore?
ALBERTO  ALOVISI