Viaggio dal fonografo allo streaming: mostra nella chiesa di

 

viaggio dal fonografo allo streaming: mostra nella chiesa di

San Bartolomeo a Napoli

Inaugurazione il 21 giugno in occasione della festa della musica poi fino al 31 luglio
Nell’ambito della Festa della Musica, in programma il 21 giugno, l’Associazione Amici degli Archivi onlus
inaugura nella chiesa di San Bartolomeo a Napoli (via San Bartolomeo 19) la mostra documentaria,
bibliografica ed iconografica “Musica in viaggio dal fonografo allo streaming” a cura di Mariarosaria
Cozzolino e Flavia Baldi con materiali conservati dall’Associazione Amici degli Archivi Onlus tra documenti,
canzoni, carte da musica, dischi, e soprattutto i supporti che hanno permesso alla musica di arrivare fino a
noi, proprio come un viaggio (ingresso grauito).
Il materiale conservato dell’Associazione consiste in varie raccolte di notevole con una consistenza di circa
4000 esemplari con estremi cronologici dal XVIII al XX secolo Sono stati messi in mostra articoli di giornali,
cartoline, spartiti, carte da musica, dischi tratti da raccolte documentarie e archivi che ripercorrono gli stili
musicali e i supporti che hanno permesso la diffusione della musica.
Iniziando dal fonografo dal fondo Fusco, pezzo forte dell’intera mostra. Il fonografo fu progettato da
Thomas Alva Edison verso il 1877, il primo schizzo apparso sui diari di Edison risale al 12 agosto 1877 e il 6
dicembre dello stesso anno ne diede dimostrazione ai propri collaboratori. Lo strumento permetteva sia la
registrazione che la riproduzione delle note musicali.
Una delle rivoluzioni ad impatto tecnologico e sociale fu l’utilizzo del vinile, materiale utilizzato nella
seconda metà del XX secolo per la realizzazione dei dischi. È un’innovazione che ha spinto la musica a
diventare un hobby privato diffuso e alla portata di tutti. Introdotto nel 1948 negli Stati Uniti, il disco in
vinile a 33 giri è il neonato dell’evoluzione del suo antenato in gommalacca a 78 giri. Conservati in
Associazione ed esposti in mostra oltre ai 78 giri ad una faccia, vi sono dischi le cui etichette sono
impreziosite di ritratti dell’esecutore e paesaggi napoletani. Questo è l’esempio del disco dal titolo
Americomania dell’autore Fragna, su cui vi sono foto di paesaggi napoletani della zona Mergellina e
Posillipo, edito della Phonotype Record. Della stessa casa discografica è un 78 giri in cui il lato A con titolo
‘A canzone ‘e tutt’ ‘o munno, eseguito da Salvatore Papaccio ed edito dalla Klarophone Record C° e sulla
quale vi è una stampa a colori del Vesuvio. E anche il 78 giri intitolato Quando l’amore muore di Boston,
con una sirena adagiata sull’etichetta.
Negli anni 50 del Novecento si impone il giradischi come status symbol di una generazione che vuole
lasciarsi alle spalle la guerra e godersi il boom del nuovo decennio. Nasce poi il mangiadischi ovvero un
giradischi portatile a batteria per ascoltare i 45 giri in auto e un po’ ovunque. È così che la musica esce dalle
case per iniziare ad invadere anche gli spazi extra domestici. Negli anni ’60 e ’70 si diffonde lo Stereo8, un
dispositivo per la registrazione audio su nastro magnetico, che si diffuse come materiale da ascoltare nelle
autoradio. In Italia lo Stereo8 cominciò a diffondersi a partire dal 1967, promosso dal produttore italiano di
apparecchi radio-TV Voxson, che lanciò una gamma di autoradio dotate di lettore denominata “Sonar”.
Tuttavia, subì subito una forte concorrenza della musicassetta e fu definitivamente abbandonato nel 1983.

Per ascoltare le musicassette veniva utilizzato il mangianastri, che permetteva di ascoltare la musica ma
anche registrarla.
Inizia così l’era dei mixtape, infatti il mangianastri dava la possibilità di registrare le canzoni alla radio e
creare delle compilation personalizzate. Negli anni ’80, il dispositivo per ascoltare musica che ha permesso
alla musicassetta di superare le vendite del vinile è stato proprio il walkman. Poco capito e non accettato
all’inizio, il walkman è stato uno dei prodotti dell’azienda Sony più venduti, con ben 400 milioni di pezzi. Per
questo motivo, ha rivoluzionato per sempre il modo di ascoltare la musica. In mostra alcune musicassette e
un walkman della Sony con cuffie.
Nel 1982 nasce il Compact Disc, conosciuto poi come CD. In realtà il nasce già nel 1979 dalla collaborazione
di Philips e Sony con l’obiettivo di creare qualcosa di piccolo e sottile capace di contenere 74 minuti di
audio, tuttavia solo dieci anni dopo i CD si imposero come standard per ascoltare la musica. Il primo lettore
CD portatile fu introdotto da Sony al prezzo di 200 dollari. Con il tempo il CD divenne il dispositivo musicale
per l’intrattenimento domestico anche in seguito al prezzo accessibile. In mostra il CD dei WHALE, un
gruppo musicale svedese attivo negli anni ’90; Falco, nome d’arte di Johann Hölzel (Vienna, 19 febbraio
1957 – San Felipe de Puerto Plata, 6 febbraio 1998), è stato un cantante e musicista austriaco
Il primo lettore Mp3 fu rilasciato nel 1995 e si chiamava Winplay3. Con l’aumentare della popolarità degli
Mp3 negli anni, alcuni siti web offrivano gratuitamente migliaia di MP3 creati da artisti indipendenti. Le
piccole dimensioni dei file MP3 consentivano la condivisione di file peer-to-peer di musica estratta da CD,
che in precedenza sarebbe stata quasi impossibile. Oggi il supporto fisico non è più legato alla musica,
questa è diventata un oggetto multimediale come pc, smartphone o tablet

La mostra è visitabile gratuitamente su prenotazione dal 21 giugno al 31 luglio 2024
A cura di Mariarosaria Cozzolino e Flavia Baldi
Per prenotazioni 0815571018 – amiciarchivionlus@gmail.com