Come si guarisce dal senso di colpa?
Quando il peso che ci portiamo addosso non ci appartiene più
Il senso di colpa è una voce sottile, ma insistente.
Non urla, ma sussurra piano, dentro la mente:
“Non avresti dovuto dire così.”
“È colpa tua se sta male.”
“Potevi fare di più.”
“Non sei abbastanza.”
A volte è legato a errori reali.
Ma molto più spesso, il senso di colpa che ci accompagna ogni giorno non nasce da ciò che abbiamo fatto, bensì da ciò che abbiamo imparato a credere su noi stessi: che dobbiamo sempre essere giusti, bravi, disponibili, impeccabili.
E ogni volta che non lo siamo… ci sentiamo in difetto. Anche quando non c’è nessuna colpa reale da espiare.
Quando il senso di colpa non è una bussola, ma una prigione
C’è un senso di colpa sano, che ci guida.
È quello che ci fa riconoscere gli errori, prenderci responsabilità, chiedere scusa, riparare.
Ma poi c’è il senso di colpa che resta anche dopo aver fatto tutto il possibile.
Quello che ci rende prigionieri di un ideale, di un’immagine, di una perfezione che non esiste.
È il senso di colpa che nasce da lontano:
dai legami in cui abbiamo imparato a “meritare” affetto solo se ci comportavamo bene
da relazioni in cui il nostro valore dipendeva da quanto eravamo utili
da famiglie in cui prendersi cura degli altri era più importante che prendersi cura di sé
Guarire dal senso di colpa non è smettere di sentire
È imparare a distinguere:
la colpa reale dalla responsabilità che non ci appartiene
il bisogno di essere amati dal bisogno di punirsi
il giudizio interiore da cui veniamo, dal valore che vogliamo darci
Spesso, dietro il senso di colpa, si nasconde la paura di perdere l’amore degli altri.
Come se dire “no”, scegliere sé stessi, cambiare strada, fosse un tradimento.
Ma non si può vivere costantemente in allerta emotiva, preoccupati di ferire, deludere, sbagliare.
Il corpo lo sa
Chi vive con un senso di colpa cronico spesso ha un corpo teso, rigido.
Il respiro è corto.
La mente non si ferma.
C’è un bisogno costante di “rimediare”, anche quando non c’è nulla da aggiustare.
La terapia può essere lo spazio in cui si impara a sciogliere quel nodo.
Non solo parlando, ma ascoltando il corpo che trattiene, che si colpevolizza, che cerca sollievo.
Allora, come si guarisce?
Riconoscendo da dove arriva quella voce interiore che ci accusa.
Restituendo le responsabilità che non ci appartengono.
Imparando a convivere con l’imperfezione.
Dando valore ai propri bisogni, senza sentirsi cattivi.
Accogliendo la fragilità con gentilezza.
Guarire dal senso di colpa non vuol dire diventare indifferenti.
Vuol dire essere liberi:
di scegliere senza dover sempre chiedere il permesso.
Di sbagliare senza doversi annullare.
Di amare senza sacrificarsi sempre.
Dott.ssa Claudia Di Matteo





