Futuro Remoto, quarant’anni di curiosità: a Città della Scienza Napoli riapre le porte della conoscenza a tutti
di Ezio Micillo
Dal 10 al 15 novembre ingresso gratuito a Città della Scienza per celebrare il festival nato nel 1987 da un’intuizione di Vittorio Silvestrini. Atteso all’inaugurazione il Nobel Georg Nagel. Sei giorni tra ricerca, spettacolo, nuove tecnologie e incontri con il pubblico.
Alcune manifestazioni con il passare degli anni finiscono per diventare parte della storia di una città. Futuro Remoto è una di queste. A Napoli, dove nel 1987 il fisico Vittorio Silvestrini immaginò un modo diverso di raccontare la scienza, il festival si prepara a festeggiare quarant’anni di attività con una scelta che ha un significato preciso: portare la scienza a km 0. E dal 10 al 15 novembre 2026 Città della Scienza sarà aperta gratuitamente a cittadini e visitatori con accesso allo Science Centre, alle mostre e alle iniziative in programma.
Non sarà soltanto una festa per ricordare il passato. Il quarantennale, intitolato L’immaginazione di futuri, guarda soprattutto a ciò che resta da capire, inventare e costruire.
La scienza è cambiata o meglio, è cambiato il modo di divulgazione e comunicazione con le persone, è più umana, più accogliente, specialmente quando riesce ad uscire dai laboratori e a incontrare le persone. Proprio questo tipo di approccio abbatte le barriere virtuali della conoscenza e smette di essere una materia distante, diventando qualcosa che riguarda la vita di tutti.
Era questa, in fondo, l’intuizione di Silvestrini, mettere in comunicazione mondi apparentemente lontani, dalla ricerca alla fantascienza, dall’arte alla cultura, per accendere domande e stimolare la curiosità. Un’idea che ha accompagnato il festival dalla prima edizione alla Mostra d’Oltremare, passando per le esperienze nel cuore della città, in piazza del Plebiscito, fino alla sua casa attuale a Coroglio.
Quarant’anni dopo, quella scommessa continua.
Ad aprire l’appuntamento inaugurale del 10 novembre sarà un ospite di rilievo internazionale: il biofisico tedesco Georg Nagel, indicato nel comunicato come Premio Nobel per la Medicina 2026 per i suoi studi sull’optogenetica e sulla scoperta dei canali ionici attivati dalla luce.
La sua presenza dà il segno dell’ambizione scientifica di questa edizione, che prenderà il via nella Giornata mondiale della scienza per la pace e lo sviluppo. Ad accompagnare l’apertura ci saranno anche la divulgatrice Barbara Gallavotti, la giornalista Silvia Bencivelli e Roberto Ragazzoni, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica. Il Coro delle Voci Bianche del Teatro di San Carlo porterà la musica nella giornata inaugurale, mentre l’Agorà del Futuro riunirà i rettori degli atenei campani.
Sempre il 10 novembre sarà presentata Urban Oasis, installazione di architettura ecosostenibile realizzata da Formedil Napoli con la collaborazione degli architetti Cascone e Laddaga e CODESIGNLAB.
Un avvio che mette insieme ricerca, formazione, musica e progettazione urbana, nel tentativo di raccontare il futuro non come un concetto astratto, ma come qualcosa che prende forma nelle scelte di oggi.
La scienza non è soltanto per gli scienziati
Il programma del quarantennale si regge su una rete ampia, che coinvolge i sette atenei della Campania, il CNR, l’INFN, l’INAF e l’INGV, insieme ad Apple Developer Academy, Maker Faire e a diverse realtà del mondo museale.
Ma il punto non è soltanto il numero dei partner coinvolti. È la possibilità di far incontrare competenze ed esperienze diverse, portando la ricerca fuori dai suoi luoghi abituali e avvicinandola soprattutto alle nuove generazioni.
Tra le iniziative annunciate figurano la Borsa di studio intitolata a Vittorio Silvestrini, il Premio nazionale Luigi Nicolais, curato da Materias, e l’inaugurazione del Centro di Eccellenza in Biorobotica, Materiali e Sistemi Bionici dell’Università Federico II, coordinato dal professor Bruno Siciliano.
Per studenti e giovani ricercatori sono previsti i Future Lab e gli incontri organizzati dalle Cattedre UNESCO della Campania, con la partecipazione, tra gli altri, della professoressa Annamaria Colao. Ci sarà anche The Big Hack, la maratona dedicata all’innovazione, dove le idee sono chiamate a misurarsi con problemi concreti e nuove possibilità tecnologiche.
È un aspetto importante di Futuro Remoto: dare ai giovani l’occasione di avvicinarsi alla ricerca non soltanto ascoltando chi la pratica, ma mettendosi in gioco in prima persona.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico, ha sottolineato il valore di una manifestazione capace di coinvolgere l’intera regione, soprattutto sul fronte dell’apprendimento e delle opportunità per i giovani. Investire nella ricerca e nell’innovazione, ha evidenziato, significa anche creare condizioni favorevoli allo sviluppo e al lavoro.
”Celebriamo quaranta anni di storia e di futuro’‘, così ai nostri microfoni il presidente, ”Questa edizione racchiude un’eredità importante, da custodire e far evolvere richiamando la capacità del festival di coinvolgere l’intera regione attraverso una manifestazione aperta e diffusa. E’ per questo che vogliamo ripartire, per continuare una tradizione così importante per la scienza. Le nuove nomine del cda, insediate dal giugno di quest’anno, confermano la volontà di restituire al territorio il valore scientifico che la fondazione vorrà esprimere. Autorevoli le presenze con l’astrofisico Giovanni Covone alla presidenza, ordinario all’Università Federico II di Napoli e la dott.ssa Antigone Marino, suo vice, fisica e ricercatrice nella materia di Ottica e Fotonica del CNR”.
Il presidente evidenzia soprattutto il ruolo che iniziative di questo tipo possono svolgere nella formazione delle nuove generazioni: ‘‘Eventi come Futuro Remoto possono incidere in modo sostanziale sulla crescita, la formazione e l’apprendimento dei giovani. E’ una vera opportunità perché ampliano l’osservazione della realtà nutrendo la conoscenza e la consapevolezza civica”.
Un passaggio che individua nella divulgazione scientifica non soltanto un’attività culturale, ma una componente della formazione dei cittadini. Comprendere i cambiamenti in corso significa infatti essere più preparati ad affrontarli, con maggiore consapevolezza delle opportunità e delle responsabilità che comportano.
Fico ribadisce anche il valore strategico di Città della Scienza per la Campania aggiungendo, ‘‘In un’epoca caratterizzata da trasformazioni che si susseguono, in diversi ambiti, a ritmi vertiginosi, avere presidi di divulgazione come Città della Scienza è vitale”.
Da qui la scelta della Regione di sostenere un percorso che mette al centro ricerca e innovazione, considerate leve per lo sviluppo e per la creazione di nuove opportunità di lavoro.
Il presidente di Città della Scienza, Giovanni Covone, ha invece ricondotto il significato del quarantennale a un principio essenziale, ”La scienza deve essere un bene comune, vivo e condiviso, da qui la decisione di aprire gratuitamente le porte del centro durante i giorni del festival, con un’attenzione particolare alle scuole e alle nuove generazioni. Oggi stesso inauguriamo una nuova mostra di fisica, altre sono in progettazione per la primavera prossima. Abbiamo idea di ricostruire l’Officina dei Piccoli che hanno bruciato nel 2018: era bellissima! Un laboratorio scientifico per i bambini da 0 a 6 anni dove si poteva andare lì ed era vietato non toccare. Tutto questo a Bagnoli, un luogo magico che potrà ospitare i visitatori per curiosare ed apprendere la scienza, renderla a portata di mano. Immaginare, insomma, di vedere un futuro più equo, sostenibile e più umano”.
E allora l’appuntamento è al 10 di novembre: non ci resta che attendere.
© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter













