ROCIO MUNOZ: VORREI VIVERE A NAPOLI
ROCIO MUNOZ: VORREI VIVERE A NAPOLI
Un’affinità elettiva. Questo il legame fra Rocio Munoz Morales e la terra di Partenope in cui l’attrice e modella spagnola ha trovato tanti tratti simili alla cultura iberica a cui è profondamente legata: il calore della gente, la solarità dei napoletani, l’accoglienza e apertura verso ciò che è nuovo, diverso, altro da sé, la vita rumorosa e allegra delle strade, il pittoresco folklore dei vicoli, il sovrastare incontenibile di suoni, voci, profumi.
Rocio, che opinione aveva di Napoli prima di venirci?
«Confesso di essere arrivata qui piena di pregiudizi per la cattiva pubblicità che se ne fa sui media che dilatano i fatti di cronaca nera, le guerre di camorra che insanguinano le strade, la violenza delle baby gang: io, per natura, sono molto paurosa e, quindi, avevo molti timori ma dovevo venirci per lavoro e stabilirmici per alcuni mesi, per cui mi sono fatta coraggio.”
E adesso come giudica Napoli?
«Ho cambiato completamente idea: è una città meravigliosa, piena di energia, arte, bellezza, ricca di gioia di vivere e sa trasmetterla agli altri. Anche l’aria di Napoli è magica, ha qualcosa di forte e misterioso insieme, un incantesimo che ti avvince e non ti lascia più. Mi piacerebbe tanto poter vivere qui.”
Che cosa le è rimasto più impresso?
«Direi i musei, i castelli, il panorama e, soprattutto, la metropolitana! Ne avevo sentito parlare e, malgrado non ne avessi più presa uno da almeno un decennio, ho voluto visitarla a fondo: ogni stazione è bellissima e ho voluto portarci anche i miei familiari non appena sono venuti a trovarmi, per far respirare anche a loro questa fantastica immersione nell’arte.»
Le piace la cucina napoletana?
«La adoro! I miei colleghi di teatro hanno fatto a gara per farmi provare tutti i piatti tipici: e poi la pizza, la mozzarella, che meraviglia! E non parliamo dei dolci…»
Ma no, parliamone, visto che lei ha anche interpretato il ruolo di una pasticciera un po’ imbranata: oltre a ballare il flamenco, recitare, posare, condurre, sa anche cucinare?
«Diciamo che me la cavo – almeno con la paella – ma i dolci no, non sono brava a farli: però ne mangio tantissimi! Non potrei farne a meno, perché mi piacciono davvero molto, specialmente le torte: ma per le feste di famiglia, i compleanni di Raoul, Luna e Alma, meglio comprare tutto in pasticceria!».
Da un certo momento in poi la sua vita ha avuto una svolta, ha trovato l’amore che ha rivoluzionato la sua esistenza, ha messo su famiglia, è mamma di due bellissime bambine: ha dei rimpianti per qualche cosa che si è lasciata alle spalle o qualche rimorso?
«No, niente rammarichi o dispiaceri, rifarei tutto esattamente allo stesso modo perché ho sempre seguito il mio istinto e sono stata sincera, spontanea; non rinnego errori o sbagli, appartengono al mio modo di affrontare la vita e fanno parte del mio bagaglio, ma ho fatto ciò in cui credevo. »
«Sì, tanti, ma cerco innanzitutto di migliorare sempre me stessa, di dimostrare che la bellezza non è un involucro vuoto, che le donne sono da apprezzare e rispettare per le loro qualità e non per un bel fisico o un volto attraente: tutti i giorni io combatto contro questo pregiudizio e continuo a studiare, a cimentarmi in nuove sfide per crescere, affinare le mie capacità e portare la mia voce a sostegno delle donne che non vanno considerate come oggetti da maltrattare o trofei da esibire ma, invece, ammirate per la loro ricchezza interiore. »
LAURA CAICO






